(ASI) Lettere in Redazione -Ancora una volta la città è chiamata ad interrogarsi sul proprio presente e sul proprio futuro, e non sotto la spinta di un forte movimento politico e culturale, ma a causa dell'occupazione “manu militari” di spazi significativi, appartenenti alla propria storia e al proprio territorio, da parte di uno spaccio sempre più aggressivo ed organizzato.