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(ASI) Reggio Calabria. Lettere in Redazione - La sentenza della Prima Sezione Civile del Tribunale reggino che ha dichiarato l’incandidabilità alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali dell’ex sindaco di Reggio Demetrio Arena, attuale assessore regionale esterno nella giunta Scopelliti, e di altri sette ex consiglieri o assessori, tutti di centrodestra.

 

Inoltre viene conferma l’assoluta  giustezza dello scioglimento del Comune e sancisce inequivocabilmente il pesantissimo danno subito dalla città per colpa delle giunte del PDL.

 

I Giudici hanno consegnato un quadro fosco e desolante su un nefasto modo di amministrare la cosa pubblica e sulle tragiche conseguenze, per molti versi indelebili, provocati dal “modello Reggio”: un sistema amministrativo che, in circa dieci anni, ha affossato e distrutto la città.

Le 120 pagine della sentenza spazzano via definitivamente, con estrema chiarezza e senza alcuna ambiguità, i puerili tentativi vittimistici e propagandistici, portati avanti in questi mesi da Scopelliti e dai suoi sodali, finalizzati a contestare lo scioglimento per mafia del comune di Reggio.

Al contrario, la sentenza del Tribunale non lascia spazio ad alcuna interpretazione poiché viene, addirittura, testualmente, affermato che vi è stato un “chiaro sviamento della gestione della cosa pubblica dai criteri di correttezza, buon andamento ed efficienza” e, inoltre, è evidenziato che alcune scelte amministrative hanno reso “fortemente permeabile il settore dei Lavori Pubblici agli interessi della criminalità organizzata, dando luogo ad una concreta deviazione della gestione della cosa pubblica, e delle finanze a questo riferite, dai binari della legalità e correttezza”.

Insomma, un’implacabile analisi che nella sua crudezza demolisce, senza appello, le frottole raccontate per troppi anni agli incolpevoli reggini e rende giustizia rispetto alle numerose e, spesso, solitarie denunce che, in questo decennio, abbiamo portato avanti ricevendo e subendo ripetuti insulti, provocazioni e attacchi personali.

Vi è, ancora, un aspetto enorme, evidenziato nella sentenza, che non può assolutamente passare sotto silenzio poiché vi è un chiaro riferimento al fatto che la giunta Arena si sia caratterizzata per essere in “piena continuità” con la precedente gestione comunale, vale a dire con le amministrazioni Scopelliti.

Pertanto, il giudizio del Tribunale, nei fatti, condanna l’intero decennio caratterizzato dal “modello Reggio” coniato da Scopelliti e, implicitamente, la dichiarazione di incandidabilità ricevuta da Arena riguarda e coinvolge moralmente il presidente della regione Scopelliti.

Oggi, con giusta ragione, pagano Arena e gli altri sette, ma, evidentemente, il primo a dover pagare per il disastro provocato dalle sue amministrazioni dovrebbe essere proprio Scopelliti.

E’ ovvio che la sentenza del Tribunale non può restare lettera morta e, pertanto, le dimissioni di Arena da assessore regionale dovrebbero essere scontate e ineludibili: non ci possono essere scuse o giustificazioni.

L’irresponsabile atteggiamento di plateale sfida della sentenza del Tribunale, emerso in queste ore da parte di alcuni soggetti, per quanto di moda dalle parti dei berlusconiani, rappresenta un ulteriore certificazione dell’assoluta mancanza di rispetto e senso delle Istituzioni, nonché di riguardo nei confronti degli attoniti cittadini reggini che, ogni giorno di più, sono costretti a scoprire nuove nefandezze dell’epoca-Scopelliti.

Reggio ha la necessità di voltare pagina e chiudere rapidamente con personaggi impresentabili e far ritornare la città ai “fasti” della Primavera dell’indimenticabile sindaco Italo Falcomatà. Sarà questa la nostra “missione” che ci caratterizzerà nel prossimo periodo.

IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

Ivan Tripodi

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