(ASI) Con l’Abate Maroni in permesso nelle Marche per una visita a sua sorella, una donna di quasi ottant’anni, avevo molta più libertà per entrare ed uscire dal Duomo. Lo facevo, naturalmente, senza esagerare, soprattutto per non destare i sospetti di Padre Ermenegildo. Riferiva tutto all’Abate, e lo faceva con l’aria di chi giudica l’altrui operato con superficialità e superbia. Non lo tolleravo. L’incontro con Adriano avvenne alle 23:30. Il primo punto di discussione fu Mancosu. Io e Adriano avevamo opinioni discordanti.