cinopistoia(ASI) Perugia - A dispetto del nome, che ci parla della sua città natale, Cino da Pistoia ebbe un forte legame con Perugia, dove insegnò diritto alla locale Università tra il 1326 e il 1333 e fu il maestro del celeberrimo Bartolo da Sassoferrato che, proprio da lui, ricevette un’impronta indelebile, come egli stesso racconta.

Fu giurista e poeta. Nacque a Pistoia il 1270 da un’antica famiglia della nobiltà feudale ancora ricca e benestante. Studiò a Bologna, dove ebbe come professore e maestro niente di meno che Francesco Accursio, figlio del grande glossatore bolognese Accursio (1184-1263), che riunì tutte le glosse al diritto romano in una grande opera più facilmente consultabile. Ottenne la licenza in diritto nel 1292. Per dieci anni circa viaggiò tra la Francia e Bologna da dove, nel 1302 tornò a Pistoia. Probabilmente nello stesso anno sposò Margherita degli Ughi che gli diede, secondo la tradizione, cinque figli. Pur non avendo partecipato agli scontri politici tanto accesi in quel periodo, Cino, nel 1303 fu esiliato, in quanto appartenente ad una famiglia “Nera”.

Rientrato nella sua città nel 1303 dopo la vittoria della sua fazione, ottenne l’assessorato alle cause civili. Nel 1308 (anno di fondazione formale dell’Università perugina) dovette abbandonare nuovamente la sua città e aderì alla causa imperiale, convinto dalla discesa in Italia di Arrigo VII e divenne consigliere di Ludovico di Savoia a Roma e Firenze. Dopo la morte di Arrigo decise di ritirarsi dalla scena politica e di dedicarsi alla professione di giurista e all’insegnamento universitario. Nel 1314 ottiene il dottorato e inizia ad insegnare nelle università di Siena, Bologna, Perugia, Napoli ed ancora Perugia. Terminata la sua carriera accademica, nel 1333 torna nella sua Pistoia, dove continua ad esercitare la professione di avvocato.

Noto per la sua attività di poeta e amico di Dante Alighieri, Cino fu un grande giurista e ci ha lasciato imponenti opere del diritto come la Lectura in codicem, uno studio approfondito dei primi nove libri del codice di Giustiniano, esposti e commentati in modo storico-critico, le Additiones in codicem, per completare la Lectura, la Lectura in digestum vetus, raccolta di lezioni universitarie, le Quaestiones, raccolta di problematiche giuridiche e i Consilia ovvero i suoi pareri legali. È considerato il padre della Scuola dei commentatori che proseguirono l’opera dei glossatori bolognesi con una visione di più ampio respiro, cercando anche di rintracciare e tenere in considerazioni la ratio legis, ovvero la causa e il motivo per cui una norma viene promulgata.

Cino da Pistoia è forse maggiormente noto ai nostri studenti come poeta, essendo uno dei primi autori della letteratura italian che vengono studiati nelle nostre scuole. Famoso il suo Canzoniere, che contiene 165 componimenti (20 canzoni, 134 sonetti e 11 ballate). Viene considerato il trait d’union tra lo stilnovo e il lirismo di Petrarca.

Francesco Maiorca – Agenzia Stampa Italia

 

 

 

 

Fonte foto [[File:Portret van Cino da Pistoia Portretten van beroemde Italianen met wapenschild in ondermarge (serietitel), RP-P-1909-4625.jpg|Portret van Cino da Pistoia Portretten van beroemde Italianen met wapenschild in ondermarge (serietitel), RP-P-1909-4625]]

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