(ASI) Roma - “L’ultima arrampicata sugli specchi della destra è il presunto boom dell’export, che sta andando tanto di moda tra i vari dibattiti, televisivi e non, per provare a nascondere la crescita zero, l’Italia all’ultimo posto del G20, i tre anni di crollo della produzione industriale e i salari reali ancora a -8% rispetto al 2021.
Peccato che proprio sull’export ci troviamo di fronte all’ennesima bufala. Per prima cosa dal 2022 al 2025 l’incremento dell’export con il Governo Meloni è stato solo del 2,7%, risultato peraltro sostenuto dal +3,3% dell’ultimo anno. Con le misure del Governo Conte, tanto per fare un paragone, l’export italiano ha fatto segnare un +43% tra il 2020 e il 2022. I numeri sono del Ministero degli esteri. Ma soprattutto il timido aumento registrato nel 2025 rispetto all’anno precedente è stato in parte trainato dall’anticipo degli ordini da parte delle imprese, per prevenire l’effetto-dazi; in parte dal boom dell’export della farmaceutica, +28,5% per un totale di 70 miliardi, che però ha favorito soprattutto colossi e fondi americani. L’export farmaceutico ‘italiano’ complessivo, e in particolare quello verso gli Usa, come dimostrano analisi tecniche del Sole 24 Ore è determinato soprattutto dalla produzione della società Eli Lilly in Toscana, a Sesto Fiorentino. Questa società produce farmaci anti-diabete e anti-obesità molto acquistati da Usa e Cina. Ma da chi è controllata la Eli Lilly? Da un colosso americano che a sua volta fa capo ai fondi d’investimento Vanguard, Blackrock, State Street Corporation, Fidelity, Capital Research. I soldi, in sostanza, tornano negli Stati Uniti attraverso dinamiche intragruppo. E allora dov’è questo boom dell’export? Semplicemente non c’è alcun boom, che peraltro mal si concilierebbe con una crescita zero che dura ormai da quattro anni”. Lo comunica in una nota Mariolina Castellone (M5S), vicepresidente del Senato.




