(ASI) Il Sarrismo a Torino non ha attecchito. Troppo diverse la filosofia dell’allenatore e quella che, da sempre, caratterizza la Juventus. Vincere è l’unica cosa che conta, e se in campionato si è vinto seguendo la scia di Allegri, in Champions League la Juventus è andata incontro ad un’altra brutta figura.

Probabilmente aveva ragione Marotta, e chissà che i motivi del suo allontanamento non siano da ricercare nell’ingaggio di Cristiano Ronaldo

L’asso portoghese è quasi sempre decisivo, e lo è stato anche ieri contro il Lione, ma solo per il punteggio. Il suo acquisto non ha garantito alla Vecchia Signora di conquistare la coppa dalle grandi orecchie, ma solo due flop contro Ajax e, appunto, Lione. Due avversari più che abbordabili per i quali nessuno a Torino, al momento del sorteggio, si era strappato i capelli. 

Sarri ha salutato anche perché non ha legato con tutti i calciatori. Sono stati fatti tanti nomi per la sua successione, dalla scommessa Pochettino - ci abbiamo sempre creduto poco - a Luciano Spalletti, fino alla suggestione del ritorno di Conte, non così saldo come un tempo sulla panchina nerazzurra. Né Zhang, nè Marotta, hanno gradito gli ultimi attacchi alla società maturati nel post Bergamo

Zidane avrebbe rappresentato - forse - l’allenatore ideale per la Juventus. Conosce bene l’ambiente, e dopo aver surfato e vinto lungo le acque del Manzanarre, non avrebbe avuto problemi nell’affrontare quelle agitate del Po. La Juventus ha scelto Andrea Pirlo, convinta che il giovane allenatore non debba formarsi a bottega dal Verrocchio - con l’Under 23 - perchè già pronto per affrescare la cappella sistina. Qualcuno avrebbe storto il naso, ma la decisione sarebbe stata presa direttamente da Andrea Agnelli. E qualcos’altro starebbe bollendo in pentola. Come lo sappiamo? La notizia è riservata, strettamente confidenziale. Zitti, zitti...

Raffaele Garinella - Agenzia Stampa Italia

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