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Zitti, zitti... Da Conte al Conte... Max! L’Inter guarda al futuro senza rimpianti e con progettualità

Di Redazione ASI 22 Agosto 2020 – 08:18 2 min di lettura

Raffaele zittizitti(ASI) Le parole di Antonio Conte suonano come un addio, una sepazione ormai inevitabile. Spesso l’allenatore ha adoperato parole forti nei confronti della società, e lo ha fatto di fronte alle telecamere.

Chiarimenti che avrebbero potuto - e dovuto - avvenire lontano dalle tv e riecheggiare tra le mura di Appiano GentileConte ha fatto bene in questa stagione, ma parlare di crescita esponenziale, significa, in qualche modo, non considerare a fondo l’ottimo lavoro di Spalletti

A differenza di Spalletti - che ha raccolto i cocci di De Boer e Pioli - Conte ha ereditato una situazione nettamente migliore ed una squadra in Champions League. Lo spogliatoio in questa stagione è parso coeso e compatto, mentre molti problemi affrontati da Spalletti durante la scorsa annata nascevano da uno spogliatoio in cui non proprio tutti andavano d’amore e d’accordo. Conte è stato accontentato in chiave mercato. Ha chiesto ed ottenuto Lukaku, Sanchez, Moses, Sensi, Barella e Young. La società gli ha regalato un talento come Eriksen troppo spesso accantonato per Gagliardini, ed ha acquistato Hakimi. 

Gli almanacchi diranno che l’Inter è arrivata ad un solo punto di distanza dalla Juventus di Sarri - tra le meno brillanti degli ultimi anni - ma chi ha vissuto con attenzione il campionato sa bene che la Vecchia Signora, con sette punti di vantaggio e il tricolore ricamato - per l’ennesima stagione -  sul petto, nelle ultime due giornate ha mollato - fisiologicamente - la presa. Si parla di crescita - che nessuno nega - ma probabilmente senza l’emergenza Covid-19 una Lazio lanciatissima e in ritmo - come si usa dire nel basket - avrebbe vinto il campionato e l’Inter, probabilmente, sarebbe arrivata terza. 

La finale di Europa League ed il secondo posto non possono bastare per una società che - ricordiamolo - ha esonerato Spalletti ed ha puntato su Conte per vincere. E Conte non ha vinto, ma è arrivato secondo, sia in Italia che in Europa. Per adoperare le sue stesse parole, sinè classificato come primo dei perdenti. L’addio sembra inevitabile ed appare, alla luce delle tante dichiarazioni di malcontento dell’allenatore, la scelta migliore per entrambe le parti. Se è vero che tante cose non sono piaciute a Conte, è altrettanto vero che la stessa società non può - e non deve - ritenerersi soddisfatta pienamente del lavoro dell’allenatore.

Dopo tutto questo frastuono, se Conte decidesse di restare all’Inter, e la società optasse per la riconferma, si svilupperebbero scenari poco coerenti con quanto visto ed ascoltato fino a questo momento. Meglio lasciare spazio ad un altro nobile allenatore, ed il passaggio da un Conte ad un altro sarebbe meno traumatico. Spazio al Conte Max Allegri che l’Inter avrebbe già sondato. Il probabile nuovo allenatore nerazzurro potrebbe abbracciare un nuovi difensore. Kumbulla? No, si tratta di un altro profilo. 

Come lo sappiamo? La notizia è riservata, strettamente confidenziale. Zitti, zitti...

 

Raffaele Garinella - Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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