(ASI) Con l’Abate Maroni in permesso nelle Marche per una visita a sua sorella, una donna di quasi ottant’anni, avevo molta più libertà per entrare ed uscire dal Duomo. Lo facevo, naturalmente, senza esagerare, soprattutto per non destare i sospetti di Padre Ermenegildo. Riferiva tutto all’Abate, e lo faceva con l’aria di chi giudica l’altrui operato con superficialità e superbia. Non lo tolleravo. L’incontro con Adriano avvenne alle 23:30. Il primo punto di discussione fu Mancosu. Io e Adriano avevamo opinioni discordanti. 

Mi stai dicendo che Mancosu non ti piace? 

Il mio tono di voce era piuttosto contrariato. Dopotutto stavamo parlando di un calciatore che aveva fatto le fortune del Lecce e che, stando alle parole di Adriano, avrebbe continuato a giocare con i salentini. 

Suvvia Padre, non la prenda sul personale. Non le ho mica detto questo. È un calciatore straordinario, ma il Monza non verserà quella cifra al Lecce. In quel ruolo abbiamo ottime alternative. Piuttosto che mi dice di Frattesi? 

Nel pormi la domanda si lasciò andare ad un sorriso affettuoso che contribuì a placare il mio animo da tifoso sfegatato. 

Un colpaccio, mio caro Adriano. Ha qualità e quantità. Non possiamo nasconderci, siamo la squadra da battere, ma ricorda quanto ci siamo detti durante il nostro ultimo incontro. La Spal è avversaria complessa, e Marino è un astuto volpone. 

Nell’accendere la solita sigaretta il cui fumo faceva compagnia a quello del mio sigaro, Adriano rivelò una confidenza di mercato. Ma lo fece a modo suo, con la solita battutina, quel dire e non dire che stimolava la mia insaziabile curiosità. 

Padre, lei è uomo di chiesa. Mi dica, è più devoto a Sant’Alfredo di Hildesheim o a San Camillo de Lellis? 

Lo scrutai perplesso, comprendendo appieno che in quella sua domanda si celava il solito indizio di mercato. Adriano sghignazzava, com’era solito fare quando cercava di mettermi in difficoltà. Badate, una difficoltà che potremmo definire amichevole. Priva di qualsiasi cattiveria, un gioco tra amici di vecchia data che si conoscono da tanto tempo. Risposi senza pensarci troppo.

Entrambi, figlio mio. 

Bene, padre. Ma si ricordi, il prossimo acquisto del Monza potrebbe avere il nome di uno dei due santi. 

Avevo capito tutto, e svelato l’arcano. L’undicesimo acquisto sarebbe stato uno tra Donnarumma e Ciano. 

Raffaele Garinella - Agenzia Stampa Italia

(Twitter @RGarinella)

 

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