L'uomo fu ucciso per aver tentato di difendere una tredicenne dallo stupro di un gruppo di coloniali francesi.

 (ASI) "La città di Sezze (LT) può annoverare tra i suoi figli migliori un vero e proprio eroe, il cui ricordo è purtroppo caduto nell’oblio più assoluto. Si tratta di Eugenio Cerroni, 54 anni, che sacrificò la propria vita per difendere da uno stupro una ragazzina tredicenne di Sezze.

La vicenda è venuta alla luce grazie al lavoro di ricerca dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, i cui ricercatori storici hanno ritrovato un importante documento custodito nell’Archivio Centrale dello Stato di Roma.

Si tratta di un rapporto della Legione Territoriale Carabinieri Reali del Lazio, Compagnia di Littoria (oggi Latina), che descrive quanto accadde il 15 giugno 1944, alle ore 21.30, in località “Foresta” nelle campagne di Sezze.

Quel giorno due soldati marocchini, appartenenti all’esercito francese, cercarono di violentare una minorenne, Elisa di anni 13. Alle grida disperate della ragazza accorsero tre persone. Una di queste era Eugenio Cerroni, di anni 54, di Sezze. Era armato di un fucile da caccia, ma venne sopraffatto e disarmato dai soldati magrebini francesi che gli spararono due colpi di moschetto uccidendolo. Questi soldati provenivano probabilmente dalla zona di Roccagorga o di Priverno.

“Grazie al ritrovamento di questo documento – dichiara Emiliano Ciotti, presidente nazionale dell’ANVM – abbiamo appreso del sacrificio di Eugenio Cerroni. La nipote, Rachele Di Giuli, ci ha fornito la fotografia dell’eroico cittadino. I soldati alleati e in particolare i coloniali francesi, compirono violenze di ogni genere ai danni della popolazione civile italiana. Purtroppo, nelle nostre ricerche storiche ci imbattiamo spesso in casi di uomini che pagarono con la vita il tentativo di impedire lo stupro di una donna italiana.

Ci rivolgiamo al Comune di Sezze – conclude Ciotti - al cui Sindaco invieremo al più presto una lettera, affinché non vada perduto il sacrificio di Eugenio Cerroni e a lui sia intitolata una via o un luogo pubblico della città.” Così in una nota l'Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (ANVM) Onlus.

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