(ASI) – A respirare l’aria frizzante della Copa Libertatores, anche se non in terra natia, è il River Plate. L’altro volto di Buenos Aires, convolato a Madrid per la finale col Boca, consegue per la quarta volta nella sua storia il titolo di campione della “Champions League” sudamericana. I gialloblù si arrendono ad un discordante destino, nonostante l’ingresso nei minuti finali (un po’ tardi) di Carlitos Tevez, uno dei soli mediatori della “trattativa” volta a legiferare sulla giocabilità o meno della partita in Argentina.