(ASI) Rimini. “Sei sonate orrende, composte da me nella casa di campagna del mio amico e mecenate Agostino Triossi, a Conventello nei pressi di Ravenna, e questo nella mia più giovane età, senza aver neppure ricevuto una lezione di basso continuo. Esse furono tutte composte e copiate in soli tre giorni ed eseguite in modo cagnesco da Triossi al contrabbasso, Morini (suo cugino) al primo violino, il fratello di quest’ultimo al violoncello e io stesso al secondo violino, e … per dir il vero, ero il meno cane”: così scrisse fin troppo severamente lo stesso Gioacchino Rossini in calce alla partitura delle sue Sei Sonate composte nell’estate del 1804, quando era appena dodicenne.