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Accordo gasdotto tra Russia e Germania: gli interessi dell’Italia colpiti ancora una volta!

Di Federico Pulcinelli 1 Luglio 2015 – 15:49 2 min di lettura

(ASI) Pochi giorni addietro è uscita quasi in sordina, una notizia che di poco rilievo non è affatto. Circa due settimane fa è stato siglato a San Pietroburgo un importantissimo accordo economico – energetico fra il più grande produttore di gas russo (Gazprom) e le maggiori imprese energetiche tedesche.

Ad oggi esistono due principali vie per far giungere il gas dalla Russia in Europa. Vi è il “North Stream”, che arriva direttamente in Germania attraverso il Mar Baltico, e la via che attraversa l’Ucraina. “Via”, quest’ultima, che sarebbe dovuta essere sostituita dal progetto di costruzione del “South Stream”, che avrebbe visto il percorso del gasdotto aggirare l’Ucraina ed arrivare in Italia tramite i Paesi Baltici, così da passare esclusivamente nei territori interni all’Unione Europea. Un progetto questo avviatosi nel 2007, ma definitivamente abbandonato nel 2014, per il sorgere di difficoltà espresse dall’U.E. e di alcuni Paesi di transito.

Il North Stream non ha mai dato problemi di sorta, mentre il gasdotto che attraversa l’Ucraina è sempre stato al centro di varie controversie tra la Russia e la Nazione Ucraina. Controversie che ora sono esplose in veri e propri conflitti armati, che minano anche l’utilizzo di questo gasdotto e gli interessi degli Stati che ne usufruiscono, come l’Italia.

Ora con questo accordo, che sancisse una più stretta collaborazione tra Russia e Germania, verrà potenziato ulteriormente il gasdotto del Mar del Nord, rendendo inevitabilmente inutile il passaggio di gas attraverso l’Ucraina.

In questo modo tutta la parte sud dell’Europa sarà estromessa dallo sfruttamento di questa importantissima infrastruttura. E gli effetti negativi si registreranno soprattutto a discapito dell’Italia, che a differenza di poche altre nazione, come la Francia e la Spagna, non possiede altri mezzi, naturali o energetico – industriali, che possano in qualche modo sostituire la sua dipendenza dal gas. Perciò il fabbisogno italiano di questa materia prima, sarà alla mercede di una fornitura che parte dalla Russia e arriva in Germania.

Ma il paradosso maggiore che c’è in tutta questa storia, è l’accordo economico e strategico dalle portate enormi, viene assunto dalla stessa Germania che fino ad oggi è stata una delle maggiori sostenitrici delle sanzioni economiche alla Russia. Dunque è spontaneo affermare che la storia delle sanzioni alla Russia a fronte di questo accordo, sono la riconferma di essere un’arguta macchinazione a discapito di tutto il sud europeo e dell’Italia in primis.

Con questo fatto l’Italia dimostra per l’ennesima volta di essere totalmente fuori dalle grandi questioni internazionali. Succube ancora una volta di un Unione Europea che è unita solo nel nome, ma che nei fatti agisce come mezzo di rinforzo per i fini di uno solo degli stati che la compongono: la Germania! E succube di una classe politica nazionale di un’ignavia disarmante se non anche complice a voleri extranazionali.

Federico Pulcinelli - Agenzia Stampa Italia

 

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