Ex Ilva, Turco (M5S): su AIA Governo riporta sito indietro vent’anni, Emiliano agisca con responsabilità

(ASI) Roma – “Il riesame dell’Aia sull’ex Ilva, ormai è certo, si concluderà per i tarantini con un’altra sonora mazzata: altri 12 anni di ciclo integrale a carbone, inquinamento a tutto spiano e di nuovo pericoli sanitari per l’intera cittadinanza.

In sostanza, lo sciagurato trio Meloni-Urso-Fratin riporterà l’acciaieria più grande d’Europa indietro di vent’anni, azzerando ogni proposito di decarbonizzazione e di tutele ambientali per rendere meno impattante questa bomba ecologica.

Peraltro con l’obiettivo di portare la produzione annua da 3 a 6-8 milioni di tonnellate d’acciaio, decisamente irrealistico visto come è messo il sito produttivo. Le numerose prescrizioni richieste peraltro sono la dimostrazione che la fabbrica continuerà ad inquinare, nonostante gli oltre 1,4 miliardi di finanziamenti del governo Meloni per la ripresa produttiva a carbone. Di fronte a questo disastro, il M5s ribadisce la necessità di chiudere tutte le fonti inquinanti e di realizzare una profonda riconversione “green” dell’impianto, ripristinando i 400 milioni per le bonifiche sottratti dal governo. Nessuno vuole che l’ex Ilva chiuda, nonostante il governatore Emiliano continui a confondere le acque sostenendo che il M5s ambisce a tale epilogo. Non è così: ancorando la produzione al carbone, è il governo Meloni che rischia di condannare la fabbrica a una futura chiusura. Pertanto, invece di pontificare sulle intenzioni degli altri, Emiliano dica ai cittadini di Taranto come intende porsi di fronte al rilascio dell’AIA e alla richiesta di un rigassificatore da realizzare nel porto di Taranto. Ci aspettiamo da lui responsabilità e un no fermo all’esecutivo Meloni: per dare un futuro all’ex Ilva bisogna inserire la riconversione della fabbrica all’interno di un accordo di programma, dove definire la ristrutturazione verde del sito, la tutela dei posti di lavoro e delle imprese dell’indotto, oltre a una più ampia riconversione economica, sociale e culturale della città di Taranto. In altre parti d’Europa, così come in Italia, questo è stato possibile. Ci chiediamo perché a Taranto no. Tornare indietro di due decenni non garantirà nessun futuro ai lavoratori, e aumenterà solo i pericoli per la salute dei cittadini”. Così il vicepresidente M5S Mario Turco, coordinatore del comitato Economia-Imprese-Lavoro.

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