(ASI) A quarant’anni dall’applicazione della riforma carceraria del 1975 sono molti i nodi che non sono stati sciolti e, anzi, la crisi dello Stato sociale ha consolidato il ruolo non commendevole dell’istituzione carceraria come “discarica sociale“. A poco sono serviti i recenti provvedimenti presi dal Governo, incalzato in sede UE, diretti sopratutto ad evitare le pesanti sanzioni comminate dalla Corte Europea di Strasburgo in ordine al sovraffollamento carcerario.