(ASI) Alta tensione in Pakistan a causa di possibili irregolarità. Le elezioni, svolte nel paese lo scorso 25 luglio, indicherebbero la vittoria del partito Pti, guidato dall’ex campione di cricket Imran Khan.

La sua realtà avrebbe ottenuto infatti, in base ai dati ufficiali ma non ancora definitivi, 115 seggi su un totale di 272 presenti nel parlamento. Il fronte dell’opposizione sembra essere compatto e ha comunicato di non volere accettare la sconfitta, in quanto la chiamata alle urne si sarebbe svolta, a dire dei propri componenti, tramite violenze, brogli elettorali e intimidazioni. Ha sottolineato, pertanto, la necessità di ripetere l’iniziativa in modo chiaro e “trasparente”. Vi è, tra coloro che appoggiano questa linea, anche la Lega Musulmana Nawaz, guidata dall’ex premier Sharif e l’Mmap del maulana Fazlur Rehman. Quest’ultimo ha annunciato la volontà di organizzare delle manifestazioni di protesta, in tutta la nazione, per contrastare ciò che ha definito un vero e proprio “furto della volontà popolare”. Ha promesso così che la democrazia non sarà “tenuta in ostaggio da alcun ordine costituito”. Anche gli osservatori dell’Unione Europea hanno ammesso “l’influenza negativa dell’ambiente politico” locale, a causa delle “interferenze” del potere giudiziario e delle limitazioni nei confronti della libertà di parola.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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