(ASI) Pubblichiamo in traduzione ASI la seconda ed ultima parte parte dell'intervista concessa dal Presidente della Federazione Russa Vladmir Putin al quotidiano tedesco Bild nella sua edizione web .

Bild: Signor Presidente, nel frattempo la comunità internazionale ha apertamente messo al bando la Russia. Non le è più permesso di partecipare alle riunioni del G8, con i leader delle più importanti nazioni industriali. Non è imbarazzante?

Putin: In passato generalmente ho avuto l'impressione che la Russia non fosse mai un membro a pieno titolo del G8. I ministri degli Esteri, per esempio, si riunivano alla vecchia maniera dei sette Stati più importanti, il G7, senza la Russia.

Bild: Che cosa ha pensato quando il presidente della superpotenza USA, Barack Obama, con derisione ha definito la Russia una “potenza regionale”?

Putin: Non gli ho dato peso. Naturalmente, ad ogni capo di Stato e di governo del mondo è permesso di avere la sua opinione e di esprimerla liberamente. Barack Obama sostiene anche che l'America incarna il “popolo eletto”. Neanche ciò merita di essere preso sul serio.

Bild: La Russia non vuole essere una superpotenza?

Putin: No, noi non aspiriamo al ruolo di superpotenza. È troppo costoso e inutile. Siamo ancora una delle principali nazioni economiche del mondo. Quanto poi al concetto di “potenza regionale”, raccomando di dare un'occhiata alla carta geografica. In Occidente, la nostra regione di appartenenza è l'Europa. Ad Oriente, il Giappone e gli Stati Uniti con l'Alaska sono i nostri vicini. Nel Nord, condividiamo un confine con il Canada sull'Oceano Artico. Chi vuole ridurre l'importanza della Russia nel mondo, in realtà vuole solo elevare sé e il proprio Paese. Questo è un errore.

Bild: Cercherete di riportare la Russia alle riunioni del G8?

Putin: Nel 2014, abbiamo invitato tutti ad avere un incontro del G8 in Russia. Sono stati gli altri che non sono venuti. La Russia è sempre disposta a partecipare nuovamente alle riunioni del G8, ma non abbiamo ancora acquistato alcun biglietto per il viaggio.

Bild: Quale valore attribuivate alle riunioni del G8? Ne sentite la mancanza?

Putin: nel complesso, le riunioni del G8 erano utili, dal momento che è sempre bene scambiare opinioni diverse e ascoltare la voce della Russia. Poi stiamo portando avanti questo scambio con i paesi del G20 e dell'APEC nelle aree dell'Asia e del Pacifico, oltre che con le nazioni emergenti del (BRICS) [Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa, n. d. t.].

Bild: Qual è lo stato delle relazioni con la NATO? L'allora creato appositamente Consiglio NATO-Russia è stato messo da parte.

Putin: Anche questo tipo di cooperazione non siamo stati noi a congelarlo. La Russia volentieri collaborerebbe di nuovo con la NATO. Ragioni e opportunità non mancherebbero. Ma è come nella vita reale: un amore felice ha bisogno di essere ricambiato. Se uno non vuole collaborare con noi, allora bene, ce ne distacchiamo.

BILD: Non è solo l'assenza di cooperazione a preoccupare. Ora c'è anche un confronto diretto con uno Stato della NATO. La Turchia ha recentemente abbattuto un aereo da combattimento russo nella regione di confine turco-siriano. Come può un tale episodio – accaduto, si può dire, per errore – tenere in ansia il mondo intero?

Putin: la Turchia è membro della NATO, ma non è stata attaccata. Perciò l'Alleanza Atlantica non è tenuta a intervenire in soccorso della Turchia, e i nostri problemi con la Turchia non hanno nulla a che fare con la sua adesione alla NATO. La dirigenza turca avrebbe fatto meglio a scusarsi per l'abbattimento, che evidentemente è stato un crimine di guerra, invece di chiamare il quartiere generale della NATO. È un fatto curioso: se la Turchia persegue solo i propri interessi nella regione, non c'è motivo perché la Germania o la NATO prendano posizione a suo favore, o non è così?

Bild: Quanto è grande il rischio che questo incidente porti ad un inasprimento della situazione?

Putin: Mi auguro vivamente che tali eventi non evolvano in grandi conflitti militari. Ma se gli interessi e la sicurezza della Russia fossero minacciati, la Russia non resterebbe inerte: sia chiaro a tutti.

Bild: Lei ha citato una regione, che è il Vicino e Medio Oriente. Sotto la sua guida la Russia è intervenuta anche militarmente in Siria. Molti esperti e politici occidentali sostengono che gli obiettivi dei caccia russi non sono il terrorismo islamico delle milizie ISIS, ma gli insorti che combattono il dittatore siriano Assad. Per farla breve: la Russia non combatte le persone sbagliate?

(L'interprete traduce la risposta russa di Putin in Tedesco con le parole: "Quello che lei dice è tutto sbagliato." Putin ride e interviene dicendo in Tedesco: "Ho detto: 'tutte menzogne!'" Poi continua in russo ed è subito di nuovo serio.)

Putin: A riprova di quanto sto affermando esiste un video [riprese satellitari, n. d. t.] girato prima che le forze russe iniziassero loro missione. Possiamo dimostrarlo, malgrado lo scetticismo di chi ci critica. E, tanto per restare in tema, piloti americani non hanno forse bombardato un ospedale di "Medici senza frontiere" a Kunduz, in Afghanistan? Molte persone sono morte lì, ma la stampa occidentale persiste nel suo silenzio.

Bild: Non è vero! Se n'è parlato ampiamente in numerosi giornali e riviste.

Putin: Beh, forse la cosa è stata menzionata un paio di volte sulla stampa, ma solo perché vi sono stati stranieri tra le vittime. Poi l'incidente è stato ancora rapidamente dimenticato. C'è inoltre qualcuno che ricorda quelle feste di matrimonio in Afghanistan, dove centinaia di civili innocenti sono stati uccisi dalle bombe USA? I nostri piloti non prendono di mira un obiettivo civile, a meno che come tale non si intendano le migliaia di autocisterne [che trasportavano petrolio dal territorio sotto il controllo dell'ISIS alla Turchia, n. d. t.] – praticamente una pipeline vivente. Sì, è vero, le abbiamo bombardate, ma così fanno anche gli Americani e i Francesi.

Bild: Il Presidente siriano Assad ha usato bombe contro il suo stesso popolo, ed ha la responsabilità di molte migliaia di morti. Questo è un fatto incontrovertibile. Assad è alleato della Russia? Se sì, perché?

Putin: Si tratta di una questione spinosa. Anche io penso che il presidente Assad abbia compiuto una serie di errori nel corso di questa guerra. Ma il conflitto non si sarebbe mai tanto allargato, se non fosse stato alimentato da fuori della Siria - con le armi, denaro e combattenti. Ma chi è responsabile di ciò? Il governo di Assad, che si sforza mantenere l'unità territoriale del Paese? O i ribelli che vogliono distruggerla e per questo combattono il Governo in carica?

Bild: Quale obiettivo la Russia si prefigge nel conflitto siriano?

Putin: Posso dirvi quello che non vogliamo. Non vogliamo che la Siria finisca come l'Iraq o la Libia. Si consideri l'Egitto: è da elogiare il presidente Sisi, che ha assunto la responsabilità e il potere in una situazione di emergenza, al fine di stabilizzare il Paese. Per questo, dovremmo mettercela tutta per sostenere i legittimi governanti in Siria. Ma questo non significa che nulla possa cambiare. Al processo di stabilizzazione del Paese, infatti, deve seguire una riforma costituzionale, per poi passare ad elezioni presidenziali anticipate. Solo il popolo siriano può decidere chi in futuro amministrerà il Paese.

Bild: Possiamo pensare ancora ad Assad come al legittimo detentore del potere in Siria? Lui sta bombardando la sua stessa gente!

Putin: Assad non combatte contro il suo popolo, ma contro coloro che compiono azioni armate contro il Governo. Se poi anche la popolazione civile ne riceve danno, è soprattutto colpa dei ribelli e dei loro sostenitori stranieri. Ripeto: questo non significa che in Siria va tutto bene o che Assad sta facendo tutto nel modo giusto.

Bild: Se veramente si andasse alle elezioni presidenziali e Assad fosse sconfitto, la Russia gli concederebbe l'asilo?

Putin: È prematuro parlarne. Certamente sarebbe più difficile concedere l'asilo in Russia a Mr. Snowden che ad Assad. Ma prima la popolazione siriana deve poter votare, e poi vedremo se Assad, in caso di sconfitta elettorale, debba o no lasciare la sua patria. In ogni caso, questo non è un prerequisito. Fino ad allora, la Russia combatterà ISIS e quei ribelli anti-Assad che collaborano con l'ISIS. Allo stesso tempo, sosterremo le forze di Assad che lottano contro ISIS, ma anche le forze anti-Assad che si battono contro ISIS. Cosa che, per la verità, appare abbastanza complicata.

Bild: In quale misura il deflagrare del conflitto tra Iran e Arabia Saudita complica la situazione in Siria?

Putin: Questo conflitto rende davvero tutto ancora più difficile: risolvere la questione della Siria, combattere insieme contro il terrorismo, porre fine alla crisi dei rifugiati. Sarebbe puramente astratto, da parte mia, prevedere un conflitto in piena regola tra questi due Stati. La Russia mantiene ottimi rapporti con entrambi, con l'Iran come con l'Arabia Saudita. Ma è stato un errore dei governanti in Arabia-Saudita l'esecuzione del religioso sciita. Non stava combattendo con le armi in mano. In Russia, la pena capitale non è stata eseguita neppure nei momenti peggiori del terrorismo, negli anni '90 e 2000. Ma è stato totalmente sbagliato anche prendere d'assalto l'ambasciata saudita a Teheran.

Bild: Signor Presidente, un'ultima domanda: Quando avete ospitato i Giochi Invernali del 2014, sono piovute una quantità di critiche preventive circa lo stato della democrazia in Russia. Pensa che ci sarà un dibattito simile prima della Coppa del Mondo FIFA- 2018?

(Dopo aver tradotto per quasi due ore ininterrottamente, l'interprete è abbastanza stanco. A sentirlo, sembra che la sua traduzione dell'ultima domanda sia piuttosto complicata. Da ciò un breve scambio di battute sulle due lingue, Tedesco e Russo).

Bild: Il Russo è più complicata del Tedesco?

Putin: La lingua tedesca è più precisa. Ma il Russo è più versatile, variopinto. Naturalmente, questa ricchezza si può trovare anche nei grandi scrittori tedeschi.

(Putin comincia a recitare spontaneamente in Tedesco: “Ich weiß nicht, was soll es bedeuten, warum ich so traurig bin. Ein Märchen aus alten Zeiten, das kommt mir nicht aus dem Sinn.”Questo è, quasi letteralmente, l'inizio del “Lorelei” di Heinrich Heine, scritto nel 1824, un classico tedesco. Poi, tornato improvvisamente imperturbabile, Putin continua in Russo.)

Putin: Per quanto riguarda la democrazia in Russia, penso: Le Potenze parlano volentieri di "libertà", ma per lavare il cervello alla gente. Democrazia implica il concetto di potere del popolo e la possibilità di influire sui governanti. La Russia ha avuto abbastanza esperienza del sistema a partito unico: non vi torneremo. Svilupperemo e perfezioneremo ulteriormente la nostra democrazia. Frattanto ben 77 partiti sono stati ammessi alle elezioni parlamentari. La maggior parte dei governatori sono eletti direttamente.

Bild: Ma le condizioni politiche in Russia sembrano differire da una qualunque democrazia europea.

Putin: Non esiste un modello uniforme e globale per la democrazia. Che cosa si intende per democrazia? Essa si differenzia da Paese a Paese. Questa concezione è diversa in India e negli Stati Uniti e in Russia o in Europa. Negli Stati Uniti, per esempio, due volte nella storia un uomo politico è divenuto presidente perché aveva più voti di grandi elettori, mentre il suo concorrente disponeva di più voti di cittadini. Questo significa forse che gli Stati Uniti d'America non sono una democrazia? Certo che lo sono. E quanto ai tentativi di approfittare dello sport o della Coppa del Mondo di calcio in Russia per turpi giochetti politici, tutto ciò è davvero stupido e sbagliato. Anche se gli Stati talvolta incontrano problemi reciproci, le arti e lo sport non dovrebbero soffrirne. Arte e sport sono lì per unire i popoli, non per dividerli.

Bild: Signor Presidente, le siamo grati per questa conversazione.

 

Fonte BILD: http://www.bild.de/politik/ausland/wladimir-putin/russian-president-vladimir-putin-the-interview-44096428.bild.html

Per l'originale in Tedesco e per la traduzione inglese vedi: http://www.bild.de/politik/ausland/wladimir-putin/russian-president-vladimir-putin-the-interview-44096428.bild.html

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Leggi la traduzione della prima parte: http://www.agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/28396-il-bild-intervista-putin-che-non-risparmia-accuse-all-occidente

 

 

 

 

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