(ASI) Ieri, l'influente giornale tedesco Bild ha pubblicato in edizione web la prima parte dell'intervista al Presidente della Federazione Russa Vladmir Putin. Data l'importanza dei contenuti, ASI, per i lettori, ne ha curato la traduzione. Naturalmente vi inviatiamo a leggere le versioni in tedesco (originale) e in inglese riportate dal Bild, i cui collegamenti li travate a fine articolo.

TRADUZIONE DELL'INTERVISTA PUBBLICATA DAL GIORNALE TEDESCO BILD L'11/01/2016

Bild: Signor Presidente, 25 anni fa abbiamo celebrato la fine della Guerra Fredda. Ora abbiamo appena avuto un anno di crisi e più che mai di guerre. Cosa c'è stato di così terribilmente sbagliato nel rapporto tra Russia e Occidente?

Vladimir Putin: “Questa è la grande questione. Abbiamo sbagliato in tutto”.

Bild: In tutto?

Putin: “Fin dall'inizio non siamo riusciti a superare la divisione dell'Europa. 25 anni fa, il muro di Berlino è caduto, ma muri invisibili sono stati dislocati nell'Europa orientale. Questo ha portato a incomprensioni e a reciproche attribuzioni di responsabilità. Da allora esse sono la causa di tutte le crisi.

Bild: Che cosa intende dire? Quando la situazione ha subìto questi sviluppi?

Putin: In Germania molti hanno criticato il mio intervento nel 2007 alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Ma cosa ho detto lì? Ho semplicemente fatto notare che l'ex segretario generale della NATO, Manfred Wörner, aveva garantito che l'Alleanza Atlantica non si sarebbe estesa ad Est dopo il crollo del Muro. Molti politici tedeschi, come per esempio Egon Bahr, avevano anche messo in guardia dal compiere un simile passo. (Il suo portavoce porge a Putin una poco voluminosa cartella. Essa contiene le trascrizioni di colloqui che all'epoca Bahr – tra gli altri – ha avuto a Mosca. “Materiale che non è mai stato reso pubblico”, dice Putin.)

Bild: Che tipo di colloqui erano questi?

Putin: “Nel corso del 1990, l'allora cancelliere Helmut Kohl e il ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher hanno avuto molte conversazioni con il presidente Gorbaciov e altri funzionari sovietici”. (A questo punto Putin legge in russo ad alta voce la trascrizione di un colloquio avuto con Egon Bahr. Il suo dito indice cerca tra le righe della pagina.)

Putin: “Questo, per esempio, è quello che Egon Bahr ha detto il 26 giugno 1990: «Se ora non adottiamo misure chiare per evitare una divisione dell'Europa, questo porterà all'isolamento della Russia». Bahr, da uomo saggio, ha dato un suggerimento molto concreto di come scongiurare questo pericolo: gli Stati Uniti d'America, l'allora Unione Sovietica e gli Stati interessati avrebbero dovuto ridefinire nell'Europa centrale un'area inaccessibile alla NATO con le sue strutture militari. Bahr disse anche: «Se la Russia accetterà l'espansione della NATO, non sarà necessario che io venga nuovamente a Mosca»”. (Putin ride leggermente.)

Bild: È mai tornato a Mosca?

Putin: (sempre ridendo) “Per essere onesti, lo ignoro”.

Bild: Ma sul serio – gli Stati dell'Europa centrale volevano diventare membri della NATO, di loro spontanea volontà. Si aspettavano sicurezza per se stessi da questo passaggio.

Putin: “Ho sentito questo mille volte. Naturalmente ogni Stato ha il diritto di organizzare la propria sicurezza come ritenga opportuno. Ma gli Stati che erano già nella NATO, gli Stati membri, avrebbero anche potuto seguire i propri interessi e, così, rinunciare a un'espansione verso Est.”

Bild: La NATO avrebbe dovuto dire di no? Essa non sarebbe sopravvissuta, perché ...

Putin replica, inaspettatamente in tedesco, all'interprete: “Perché no?”

Bild: “Perché fa parte delle regole della NATO, ed è una questione di immagine accettare paesi liberi in qualità di membri, se lo desiderano e se soddisfano determinate condizioni.

Putin: (sempre in tedesco) “Chi ha scritto queste regole? I politici o no?” (Il Presidente ha poi torna alla lingua russa.)

Putin: “Non sta scritto da nessuna parte che la NATO deve accettare certi paesi. Se si è fatto, è stato solo per volontà politica. Ma la gente era contraria”.

Bild: Perché, secondo Lei, è stato così?

Putin: “La NATO e gli Stati Uniti hanno voluto una vittoria completa sopra l'Unione Sovietica. Volevano soltanto sedere sul trono d'Europa. Ma ora sono seduti lì, e stiamo parlando di tutte queste crisi, che altrimenti non avremmo. È anche possibile inquadrare in questo sforzo per un trionfo assoluto i piani americani di difesa antimissile.

Bild: Ma lo scudo di difesa missilistica degli Stati Uniti – se mai dovesse essere installato – non ha uno scopo puramente difensivo?

Putin: “Nel 2009, il presidente americano Obama ha detto che la difesa missilistica serve solo come protezione dai missili nucleari iraniani. Ma ora c'è un trattato internazionale con l'Iran che vieta a Teheran di sviluppare un progetto nucleare a scopo militare. Il controllo spetta all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, le sanzioni contro l'Iran sono abrogate, ma gli USA stanno ancora lavorando al loro sistema di difesa missilistica. Di recente è stato firmato un trattato con la Spagna, una distribuzione dei missili in Romania è in fase di preparazione. Lo stesso accadrà in Polonia nel 2018, e in Turchia viene installato un impianto radar. Perché tutto ciò?”

Bild: Lei ha spiegato in dettaglio gli errori che, dal punto di vista della Russia, l'Occidente ha commesso. E la Russia non ha fatto errori?

Putin: “Sì, ne abbiamo fatti! Ma ce ne siamo accorti troppo tardi. Se avessimo parlato dei nostri interessi nazionali più chiaramente fin dall'inizio, il mondo oggi sarebbe ancora in equilibrio. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, abbiamo avuto molti problemi, dei quali nessuno era responsabile, all'infuori di noi: la rovina economica, il crollo di un sistema basato sullo stato sociale, il separatismo e, naturalmente, attacchi terroristici che hanno scosso il nostro Paese. A questo proposito, non dobbiamo cercare colpevoli all'estero.”

Bild: Nella sua ultima intervista a Bild, dieci anni fa, lei ha detto che Germania e Russia non erano mai stati così vicini come nel 2005. Che resta oggi di questo rapporto speciale?

Putin: “La simpatia reciproca dei nostri popoli è e rimarrà la base delle nostre relazioni.”

Bild: Non è cambiato nulla? (Prima di parlare la frase successiva, il presidente inizia a ridere.)

Putin: “Neppure con l'aiuto della propaganda anti-russa nei mass media, la Germania è riuscita a danneggiare questo simpatia …”

Bild: … parla di Bild?

Putin: “Non in particolare. Ma i media, naturalmente, della Germania sono fortemente influenzati dal Paese al di là dell'Oceano Atlantico.”

Bild: Questa è una novità per noi. In conclusione, qual è lo stato dei rapporti russo-tedesco di oggi?

Putin: “Abbiamo avuto una situazione molto buona nel 2005. Il bilancio comune aveva un volume di 80 miliardi di dollari all'anno. Migliaia di posti di lavoro erano stati creati in Germania da investimenti russi. Allo stesso tempo, un gran numero di imprese tedesche avevano investito in Russia. Ci sono stati innumerevoli contatti culturali e sociali. E oggi? Nel 2015 il volume degli scambi si è quasi dimezzato, solo circa 40 miliardi di euro.”

Bild: La Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera non potrebbe essere una buona opportunità per migliorare il clima?

Putin: “Io non verrò a Monaco di Baviera.”

Bild: Cosa ne pensa della teoria secondo cui ci sono due Vladimir Putin? Uno, fino al 2007, l'amico dell'Occidente, saldamente legato al Cancelliere Schröder. E successivamente l'altro: il guerriero freddo.

Putin: “Non sono mai cambiato. Mi sento giovane come sempre e rimango molto legato a Gerhard Schröder. Ma nelle relazioni internazionali, tra gli Stati, le cose vanno diversamente: poiché non sono né amico né sposa o sposo. Io sono il Presidente di 146 milioni di Russi. Devo rappresentare i loro interessi. Siamo disposti a risolvere pacificamente i problemi e, per questo, anche a cercare compromessi, sulla base del diritto internazionale.”

Bild: Nel 2000, lei ha detto che la lezione più importante della guerra fredda è: mai più alcun confronto in Europa. Oggi si è tornati al confronto. Quando riavremo il primo Putin, l'amico dell'Occidente?

Putin: “Ancora una volta, per me tutto è come in passato. Prendete solo la lotta contro il terrorismo: dopo gli attentati dell'11 settembre, sono stato il primo a schierarsi con il presidente americano Bush. E ora, dopo gli attacchi di Parigi, ho fatto lo stesso con il Presidente della Repubblica Francese, Hollande. Il terrorismo ci minaccia tutti.”

Bild: La minaccia posta dal terrorismo islamico non crea una nuova comunanza tra la Russia e l'Occidente?

Putin: “Sì, dovremmo collaborare molto più strettamente nella lotta contro il terrorismo, che è una grande sfida. E, anche se non si è sempre d'accordo sempre e su ogni aspetto, nessuno dovrebbe prendere questo come un pretesto per presentarci come nemici.”

Bild: Dal momento che si sta parlando di una grande sfida: a causa della Crimea, vale davvero la pena danneggiare così gravemente i rapporti della Russia con l'Occidente?

Putin: “Che cosa si intende per 'Crimea'"?

Bild: Lo spostamento unilaterale di confini in un'Europa fondata, in particolare, sul rispetto dei confini statali.

Putin: “Per me, vuol dire: esseri umani.”

Bild: Esseri umani?

Putin: “Il colpo di Stato nazionalista nella capitale ucraina di Kiev nel febbraio 2014 ha enormemente spaventato 2,5 milioni di persone che vivono nella Crimea russa. Che cosa abbiamo fatto? Non siamo andati in guerra, non abbiamo sparato un colpo, non una sola persona è stata uccisa. I nostri soldati hanno solo impedito alle truppe ucraine in Crimea da ostacolare la libertà di espressione della gente. Nel referendum, deciso dallo stesso parlamento della Crimea, la maggioranza dei cittadini ha votato per l'appartenenza alla Russia. Questa è la democrazia, la volontà del popolo.”

Bild: Ma non si possono improvvisamente mettere in dubbio i confini di Stati europei.

Putin: “Per me, non sono confini e territori statali che contano, ma il destino dei popoli.

Bild: Che ne è del diritto internazionale?

Putin: Naturalmente bisogna sempre attenersi al diritto internazionale. Questo è stato anche il caso della Crimea. Secondo la Carta delle Nazioni Unite, ogni popolo ha il diritto all'autodeterminazione. Basti prendere il Kosovo: allora, organismi ONU hanno stabilito che il Kosovo poteva rendersi indipendente della Serbia e che gli interessi del governo centrale della Serbia dovevano restare in secondo piano. Questo potete leggerlo in tutti i documenti ufficiali, anche in quelli tedeschi.”

Bild: Ma prima il governo centrale serbo aveva mosso guerra agli Albanesi del Kosovo e ne aveva cacciati migliaia. Questa è una differenza.

Putin: “Il fatto è che c'è stata una lunga guerra in cui la Serbia e la sua capitale Belgrado sono state bombardate e colpite con missili. Si è trattato di un intervento militare dell'Occidente e della NATO contro ciò che restava della Jugoslavia. Ora io vi chiedo: se i Kosovari hanno diritto all'autodeterminazione, perché la gente in Crimea non dovrebbe averlo? Direi dunque che tutti devono rispettare le norme internazionali coerentemente e non solo quando fa loro comodo.”

Bild: Se, a suo avviso, non vi è stata alcuna violazione del diritto internazionale in Crimea, come si fa a spiegare ai cittadini della Russia le gravi sanzioni economiche dell'Occidente e dell'Unione Europea?

Putin: “Alla popolazione russa è assolutamente chiara la situazione. Napoleone disse una volta che la giustizia è l'incarnazione di Dio in terra. Vi dico: la ricongiunzione della Crimea alla Russia è un atto di giustizia. Le sanzioni dell'Occidente non hanno lo scopo di aiutare l'Ucraina, ma di spingere la Russia geopoliticamente indietro. Sono folli e stanno semplicemente danneggiando entrambe le parti.

Bild: Le sanzioni quanto colpiscono la Russia?

Putin: “Per quanto riguarda le nostre possibilità nei mercati finanziari internazionali, le sanzioni nuocciono sensibilmente alla Russia. Ma il più grande danno è attualmente causato dal calo dei prezzi dei prodotti energetici. Registriamo gravi perdite di entrate nell'esportazione di petrolio e gas, che possiamo in parte compensare altrove. Ma il tutto ha anche un lato positivo: se – come una volta – si guadagnano tanti petrodollari da spendere solo in merci d'importazione, si rallenta lo sviluppo economico-produttivo del proprio Paese.”

Bild: Si sostiene che l'economia russa avrebbe sofferto gravemente.

Putin: “Attualmente stiamo stabilizzando la nostra economia passo dopo passo. Lo scorso anno, il prodotto interno lordo era sceso del 3,8 per cento. L'inflazione è di circa il 12,7 per cento. La bilancia commerciale, tuttavia, è ancora attiva. Per la prima volta in molti anni, stiamo esportando significativamente più beni ad alto valore aggiunto, e abbiamo più di 300 miliardi di dollari di riserve auree. Sono in corso diversi programmi per modernizzare l'economia.”

Bild: Nel 2015, lei ha parlato diffusamente delle sanzioni, della Crimea e della crisi in Ucraina orientale con il cancelliere Angela Merkel. Quali sono oggi i vostri rapporti?

Putin: “Abbiamo un rapporto impersonale. L'ho incontrata sette volte l'anno scorso, e ci siamo sentiti al telefono almeno 20 volte. Il 2016 è l'anno dello scambio di giovani russo-tedesco, per cui i rapporti stanno crescendo.”

Bild: Si fida di Angela Merkel?

Putin: “Sì, mi fido di lei, è una persona molto aperta. Anche lei è soggetta a determinate restrizioni e limitazioni. Ma sta onestamente cercando di risolvere la crisi, anche nel Sud-Est dell'Ucraina. Tuttavia, ciò che l'Unione europea sta facendo con tali sanzioni non è altro che un teatro dell'assurdo.”

Bild: Teatro dell'assurdo? In Ucraina orientale non tutto è come dovrebbe essere, per questo le sanzioni non sono rimosse. Putin: “Di tutto ciò che manca per l'attuazione dell'accordo di Minsk è responsabile il governo centrale dell'Ucraina. Non si può pretendere da Mosca ciò che, in realtà, i governanti a Kiev devono fare. L'aspetto più importante è la riforma costituzionale, il punto 11 dell'accordo di Minsk.” (Putin chiede un'altra piccola cartella e legge il punto 11 dell'accordo in russo. Il suo dito indice è fermo sulla carta stampata. Poi continua a parlare.)

Putin: “La riforma costituzionale dovrebbe dare autonomia in Ucraina orientale ed entrare in vigore entro la fine del 2015. Ciò non è avvenuto, e l'anno è finito. La Russia non ne ha colpa.”

Bild: La riforma costituzionale non dovrebbe essere effettuata dopo che i separatisti sostenuti dalla Russia e le truppe del governo centrale in Ucraina orientale abbiano smesso di spararsi a vicenda?

Putin: “No, qui non si dice così. In primo luogo, la costituzione deve essere riformata. Solo allora seguiranno il rafforzamento della fiducia e la sicurezza delle frontiere. Guardi qui.” (Putin pone il fascicolo sopra il tavolo. "E 'tutto in inglese, se lo può tenere", dice.

"Grazie", rispondono i redattori del Bild.

Putin, ora in tedesco: "Non c'è di che".)

Bild: Pensa che Angela Merkel non abbia letto e compreso l'accordo di Minsk? Ha appena sostenuto l'idea di estendere le sanzioni contro la Russia.

Putin: “Il Cancelliere e i partners europei farebbero bene a occuparsi più a fondo dei problemi in Ucraina orientale. Forse hanno troppi problemi interni in questo momento. Ma pur sempre Germania e Francia hanno recentemente criticato il governo centrale ucraino, che ha limitato a tre anni alcune parti del Regolamento sull'autonomia. Dovevano durare stabilmente.”

Bild: Dopo i vostri numerosi colloqui e contatti, c'è qualcosa del Cancelliere che le ha destato ammirazione?

Putin: “Ammirazione? No, non ho mai parlato di ammirazione. Continuo a ritenerla una persona molto professionale e aperta.”

Bild: Quando il Cancelliere nel 2007 è venuta in visita qui a Sochi, Lei ha portato il suo cane Koni alla riunione. Lo sapeva che il Cancelliere ha un po' paura dei cani, e che questo sarebbe stato molto sgradevole per lei?

Putin: No, non lo sapevo. Volevo solo farle una cosa gradita. Quando ho saputo che non le piacevano i cani, ho chiesto scusa, naturalmente.

(Fine prima parte dell'intervista)

FONTE BILD intervista versione in tedesco: http://www.bild.de/video/clip/wladimir-putin/interview-putin-teil-1-deutsch-44096706,auto=true.bild.html

FONTE BILD intervista versione in inglese: http://www.bild.de/politik/ausland/wladimir-putin/russian-president-vladimir- putin-the-interview-44092656.bild.html

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