(ASI) La sonda Juno , orgoglio anche per il nostro Paese per avere al suo interno nove strumenti satellitari italiani, è entrata giorni fa nell' orbita del pianeta Giove.


È la prima volta che un veicolo spaziale si  è avvicinato al  pianeta più grande del sistema solare. L'esplorazione permetterà di rilevare la composizione delle regioni più esterne della nebulosa al momento in cui il sistema solare si è formato ,circa 4,5 miliardi di anni fa. Tutto questo sarà possibile mediante lo strumento italiano KaTS progettato dall' Università La Sapienza di Roma e realizzato dalla Thales Alenia Space Italia, negli stabilimenti di Roma e L’Aquila, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).Lo strumento effettuerà una sorta di mappatura del pianeta gassoso. E molto probabile che Giove , ha rilevato Luciano Less responsabile di KaTS permetterà di determinare quale è la densità di Giove a differenti profondità, fino ad arrivare al suo centro. Dopo diverse missioni, tentate con diverse sonde negli anni passati, oggi finalmente con la sonda "Juno", che porterà con se un marchio Italiano, l'obiettivo scientifico di conoscere di più sulle origini del sistema solare e sul pianeta Giove  è diventato realtà. Inoltre Juno è una missione storica che vede ancora una volta assieme Nasa e ASI alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del sistema solare. Sarà quindi interessante e di prestigio per la scienza italiana il contribuire a scoprire quello che ci riserverà il cuore del pianeta gassoso di Giove.

Federico Bogna - Agenzia Stampa Italia

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