camerun2(ASI) Una luce spirituale per una comunità povera ma ricca di fede. La piccola parrocchia Giovanni Paolo II di Kotto, nella diocesi di Nkongsamba in Camerun, attende con ansia una nuova cappella. La parrocchia è stata creata soltanto nel 2014 e include tre chiese che devono essere ancora costruite.

Pur essendo costretti a dire messa in delle capanne, i sacerdoti fanno del loro meglio per assicurare la cura pastorale, ai circa mille fedeli, ma è urgente il bisogno di una chiesa.
Il parroco, don Modeste Digwou, si è dunque rivolto ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, chiedendo un sostegno per realizzare una nuova cappella intitolata al Papa Santo. «Avere finalmente un luogo degno in cui rendere lode al Signore, darà nuovo dinamismo alla nostra comunità. Qui la gente è molto povera, ma il numero di fedeli cresce. Lo scorso anno abbiamo impartito 20 battesimi».
La popolazione locale dipende esclusivamente dall’agricoltura e dall’allevamento, entrambi molto difficili da portare avanti a causa della mancanza di elettricità e di acqua potabile. «Le famiglie sono costrette ad utilizzare candele e lampade al kerosene. Soltanto in pochi possono permettersi un generatore a causa del costo del carburante», spiega il parroco.
La difficile situazione ha notevolmente influito sulla mancanza di sviluppo e sull’educazione dei giovani, che rappresentano oltre l’80% della popolazione. Il tasso di alfabetizzazione è molto basso e ciò aggrava ulteriormente un quadro fatto di diffusa promiscuità e prostituzione. «Sono moltissime le ragazze che partoriscono appena adolescenti – racconta don Digwou – e questo avviene anche a causa della mancanza di istruzione. Noi sacerdoti rappresentiamo un fondamentale punto di riferimento morale per questi ragazzi. Ecco perché avere una chiesa è ancor più importante».
ACS-Italia ha accolto la richiesta d’aiuto di Don Digwou e in questi giorni si rivolge ai benefattori italiani con una campagna di raccolta fondi per la costruzione della Chiesa San Giovanni Paolo II. «In contesti come quello appena descritto la presenza della Chiesa è essenziale – spiega il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – e ACS ha risposto sì a questa comunità, come ha fatto per le migliaia di richieste ricevute nei suoi 70 anni di storia. Abbiamo voluto legare proprio la celebrazione del settantesimo anniversario della fondazione di ACS alla costruzione della chiesa a Kotto». In tal senso, per ricordare i benefattori italiani, all’interno della chiesa verrà apposta una targa di ringraziamento che includerà la definizione data da San Giovanni Paolo II della Fondazione: “Come il piccolo grano di senapa che crescendo diventa un grande albero sul quale gli uccelli possono ripararsi, Aiuto alla Chiesa che Soffre non cessa di stendere i rami delle sue opere di carità”.

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