(ASI) Roma – "È una vergogna che l'aggressore dell'agente brutalmente colpito durante la guerriglia urbana di Torino sia già ai domiciliari, così come gli altri indagati per resistenza a pubblico ufficiale. Chi arriva a pestare un poliziotto a calci, pugni e colpi di martello non può essere trattato come un teppista qualsiasi: ha messo a rischio la vita di un servitore dello Stato, in un contesto che lo stesso gip definisce "guerriglia preordinata". Che esempio diamo ai nostri giovani e alle stesse Forze dell'ordine se chi tenta di uccidere un agente torna a casa dopo pochi giorni? E magari un poliziotto che si difende, come accaduto più volte, poi viene indagato?