(ASI) Italo Calvino, ne Il Barone Rampante, a proposito di due innamorati scrive: “Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
Quella frase finale — mai s’era potuta riconoscere così — mi ha particolarmente colpita.
Perché dice qualcosa di sottile e potentissimo: riconoscersi è più profondo di conoscersi. Si può avere consapevolezza di sé, eppure non essersi mai davvero visti.
L’incontro con l’altro, quando è autentico, non è mai solo relazione. È rivelazione.
L’amore, in questo senso, non aggiunge nulla dall’esterno, ma porta alla luce ciò che era rimasto in ombra. Permette una conoscenza interiore che, da soli, non sempre è possibile raggiungere, anche quando ci si sente già “saputi”.
A volte passiamo la vita a cercare fuori ciò che, in realtà, è sempre stato dentro di noi. Cerchiamo conferme, risposte. E non ci accorgiamo che quella luce c’era già, solo coperta da insicurezze, paure, da uno sguardo troppo duro verso noi stessi.
Poi arriva qualcuno che non ti definisce, ma ti guarda.
E in quello sguardo inizi a riconoscerti. Non perché diventi diversa, ma perché smetti di giudicarti come hai sempre fatto. Parti di te che prima mortificavi, improvvisamente diventano preziose. Non sono cambiate: è cambiato il modo in cui le vedi.
Parti di noi che conoscevamo solo a metà trovano finalmente un nome, un posto, un valore.
È in questo spazio che avviene il riconoscimento.
Non più l’idea che abbiamo di noi stessi, ma ciò che siamo davvero quando smettiamo di proteggerci. L’altro diventa uno specchio non deformante, capace di restituirci un’immagine più intera.
Capisci allora che non era il mondo a doverti dare valore.
Che non era fuori la risposta.
Che tutta quella luce che cercavi era già lì, pronta, in attesa solo di essere riconosciuta.
Le relazioni autentiche non servono a riempire vuoti.
Servono a far emergere ciò che c’è.
A togliere strati, difese, maschere.
Perché chi ti incontra davvero non ti completa.
Ti riporta a te.




