Bruxelles, “La tutela dei minori nello spazio digitale non può più essere rinviata. L’accesso indiscriminato ai social network sotto i 15 anni è una questione educativa, culturale e di responsabilità pubblica”.
Lo dichiara Marco Squarta, eurodeputato di Fratelli d’Italia e membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), commentando il dibattito aperto in Italia dopo l’iniziativa francese e le proposte bipartisan emerse in Parlamento per vietare l’iscrizione alle piattaforme social ai minori di 15 anni.
“I dati parlano chiaro – prosegue Squarta –: l’esposizione precoce e non mediata ai social network incide sullo sviluppo emotivo, sulle relazioni, sul rendimento scolastico e sulla salute mentale dei più giovani.
Non si tratta di censura, ma di tutela della loro salute emotiva e psichica, esattamente come avviene in altri ambiti della vita dei ragazzi”.
Secondo l’eurodeputato di FDI, la questione non riguarda solo l’Italia ma l’intera Unione europea.
“Per questo – spiega – porterò formalmente la proposta anche in sede europea, nell’ambito dei lavori del Parlamento, con l’obiettivo di avviare una riflessione che conduca a un divieto comune e a strumenti efficaci di verifica dell’età, maggiori responsabilità per le piattaforme digitali e un ruolo centrale delle famiglie”.
Squarta sottolinea come il tema rientri pienamente nelle competenze della Commissione CULT del Parlamento europeo, che si occupa anche di giovani, istruzione e politiche giovanili.
“Parlare di giovani significa occuparsi anche dell’ambiente digitale in cui crescono.
La cultura digitale non è neutra, va governata e accompagnata.
Come membro della Commissione CULT ritengo doveroso portare questo tema al centro dell’agenda europea”.
“L’Europa – conclude Squarta – deve avere il coraggio di fare un passo avanti, seguendo l’esempio francese e rispondendo a una domanda che viene dalle famiglie, dagli educatori e dagli stessi ragazzi.
Proteggere i minori significa proteggere il futuro della nostra società, una sfida da affrontare senza ideologie, con buon senso e con una visione europea”.



