(ASI) Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez è tornato a ringraziare il suo omologo russo, Sergej Lavrov, per la solidarietà e il rifiuto del governo di Mosca alle politiche di “strangolamento economico” imposte dall'amministrazione di Donald Trump contro l'isola.
“Ho parlato al telefono con il mio caro amico Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri russo. Lo ho ringraziato per la solidarietà del suo governo e per il suo storico e fermo rifiuto delle politiche criminali e di strangolamento economico imposte dagli Stati Uniti contro il popolo cubano”, ha il politico cubano sulle proprie pagine social.
Stando a quanto riferito dalla stampa di Mosca, Lavrov ha ribadito il sostegno del suo paese all'Avana durante la chiamata e ha definito inaccettabile “la pressione economica e militare su Cuba, incluso il blocco delle forniture energetiche all'isola, che minaccia di peggiorare gravemente la situazione economica e umanitaria del Paese”; inoltre ha espresso il fermo impegno della Russia a continuare a fornire a Cuba il necessario sostegno politico e materiale.
La telefonata è giunta dopo che nei giorni scorsi il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa di una minaccia alla sicurezza percepita da Cuba e ha firmato un ordine esecutivo che impone dazi aggiuntivi sulle importazioni dai paesi che forniscono petrolio all'isola.
Rodríguez ha descritto questa misura come un “brutale atto di aggressione contro Cuba e il suo popolo, che da oltre 65 anni è sottoposto al più lungo e crudele blocco economico mai imposto a un'intera nazione”. Il ministro degli Esteri cubano ha dichiarato che con questa decisione, il governo degli Stati Uniti, “attraverso ricatti, minacce e coercizione diretta nei confronti di paesi terzi, sta cercando di imporre ulteriore pressione sulle misure di strangolamento economico” implementate sin dal primo mandato di Trump per impedire l'ingresso di carburante nel paese.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



