(ASI) Fu da allora che il gambo dei fiori gli era diventato un chiodo fisso. Le rose soprattutto, rosse come porpora e vellutate a passarci le dita come una carezza sulle labbra; le tea dalle cento sfumature che illanguidiscono verso il bianco; le gialle, le bianche come quelle nate a coprire la roccia del suo giardino, che richiedono cautela al tatto per le molte spine. Fosse una ragazza a passare tra i tavolinetti dei ristoranti dove gli capitava di cenare a volte nelle sere d’estate, con sua moglie, o fosse un ragazzo di colore, lui la prima cosa che faceva era quella di guardare il gambo.