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Attualità

Curare la terra è curare noi stessi di Elisa Fossati

Di Elisa Fossati 23 Aprile 2026 – 10:17 1 min di lettura

(ASI)Si è celebrata la Giornata della Terra. Una ricorrenza che, ogni anno, ci invita a fermarci e a riflettere sul rapporto che abbiamo con ciò che ci circonda.

Eppure, spesso, il tema della Terra ci sembra lontano. Come se riguardasse altro, altri luoghi, altre persone. Come se non avesse davvero a che fare con noi.
Ma non è così.

Perché la Terra non è qualcosa di esterno. È il contesto in cui viviamo, respiriamo, ci muoviamo ogni giorno.
E allora viene spontanea una domanda.
Perché quando stiamo male ci curiamo, ma fatichiamo a prenderci cura della Terra?
Se il nostro corpo manda un segnale, lo ascoltiamo. Ci fermiamo, cerchiamo una soluzione, facciamo qualcosa per stare meglio.
Quando invece i segnali arrivano dalla Terra, tendiamo a rimandare, a considerarli meno urgenti, meno personali.
Eppure il legame è diretto.
La qualità dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo, del cibo che consumiamo: tutto passa da lì. Prendersi cura della Terra non è un gesto astratto, è una forma concreta di cura verso noi stessi.
Forse il punto è proprio questo.
Non abbiamo ancora interiorizzato davvero che il confine tra noi e ciò che ci circonda è molto più sottile di quanto pensiamo. Continuiamo a percepirci separati, quando in realtà siamo parte dello stesso equilibrio.
E ogni volta che quell’equilibrio si altera, le conseguenze tornano indietro. Non subito, non sempre in modo evidente. Ma arrivano.

Forse allora la domanda non è più se la cura della Terra ci riguardi, ma perché continuiamo a comportarci come se non fosse così.
Perché in fondo la risposta è semplice. Prendersi cura della Terra non è un gesto in più. È il modo più diretto che abbiamo per prenderci cura della nostra vita.

Elisa Fossati

 

 

 

Foto di Elisa Fossati 

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