(ASI) Chi ha potuto asserire che Gabriele d'Annunzio fosse unicamente un'esteta, un artista consumato, un incomparabile suscitatore di immagini, un prodigioso evocatore di colori e di suoni, non ha potuto ancora penetrare bene la sua intima sostanza spirituale. Si è creduto, talvolta, che egli si levasse contro la generazione che aveva fatto l'Italia, in una contrapposizione artistica che pareva volerne vulnerare le più caratteristiche acquisizioni morali.