MotoGP Francia: Martín vince la Sprint a Le Mans con un sorpasso da manuale, seguito da Bagnaia e Bezzecchi. Marc Márquez si infortuna
Il vincitore della Sprint di Francia, Jorge Martín (Foto MotoGP Press)

(ASI) LE MANS – Quando si dice “partire con il piede giusto” o “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Nella Sprint di Le Mans chi parte con il “gas a martello”, come direbbe Guido Meda, è un impeccabile Jorge Martín che, dall’ottava casella, si piazza avanti e realizza uno dei sorpassi che è molto probabilmente uno tra i più strabilianti visti in questa stagione MotoGP.

Martinator, nella chicane delle curve 3 e 4, mantiene velocità e fa una manovra impressionante, probabilmente studiata a tavolino. Con un perfetto controllo nel cambio rapido direzione della sua Aprilia, passa subito in testa a tutti, impone un ritmo altissimo che lo rende inarrivabile. Mentre Pecco, partito in pole, chiude secondo, seguito da Marco Bezzecchi terzo.

Dopo tanta sofferenza, vediamo finalmente un Martín che torna a sorridere e che a fine gara si alza sulla moto e si inchina. Saluta, apre la visiera e lancia baci da dentro il casco. "Fa parte del mio lavoro preparare bene tutte le situazioni - dichiara ai microfoni di Sky - però partendo ottavo onestamente era impossibile sapere cosa potevano fare gli altri. Avevo chiaramente in testa la mia traiettoria, ma è andata meglio di quello che pensavo. Avevo molta speranza di riuscire a fare una bella partenza e mettermi terzo o quarto, era il mio piano. Con la P1 tutto diventa più facile, hai l’aria pulita e basta guidare”. E aggiunge: "Non ho mai guidato una moto come l’Aprilia, ti permette di fare tanto, e sono felice di avere questa opportunità".

Torna il sorriso anche per Pecco che dichiara: “Siamo contenti perché abbiamo fatto un passo avanti evidente rispetto all’ultima gara. In partenza ho perso lo spunto iniziale, poiché la moto si è impennata un po’, ma alla curva uno sono riuscito a recuperare una posizione. Il mio ritmo era simile a quello di Jorge e, per questo, non sono riuscito a riprenderlo. Ci manca qualcosina in accelerazione e ci concentreremo su questo aspetto in vista di domani. Abbiamo già testato il passo sulla distanza di gara e siamo stati tra i più veloci, anche se sembra che domani le condizioni saranno molto diverse”.

Della tredici giri di Le Mans ci ricorderemo in molti della curva tredici che ha fatto sventolare svariate volte la bandiera gialla. Ci ricorderemo della partenza con impennata del Diggia che in pochi secondi perde dieci posizioni e si ritrova in quattordicesima posizione, della sua caduta al quarto giro e di come si è rimesso in moto chiudendo però sedicesimo. Al secondo giro caduta per Marini e Folger; al sesto per Bastianini e poco dopo per Morbidelli; al penultimo giro fine gara anche per R. Fernández.

C’è un’altra caduta, avvenuta sempre al penultimo giro, che ricorderemo: quella di Marc Márquez, che oggi sembra essere il protagonista del romanzo di Hermann Hesse. Un po’ Narciso e un po’ Boccadoro. Un campione che dopo la sua caduta, deve fare di nuovo i conti con il ritrovare il suo equilibrio tra anima e corpo, tra disciplina ed istinto e riappropriarsi di una armonia dei suoi opposti e del suo essere un fenomeno indiscusso. Oggi, vederlo zoppicare e sentendolo parlare è questo che è saltato agli occhi di chi ha colto in lui tutta la sfacciataggine e la durezza di una esistenza che ti presenta insistentemente il conto. Anche i campioni, prima o poi, devono confrontarsi con loro stessi ed è questa condizione che li rende più umani e più vicini alle persone comuni, obbligandoli a fermarsi e a mettere al primo posto la salute e non una vittoria. Sì, perché, se non lo avete visto, nella Sprint di Le Mans, Marc è stato vittima di un orrendo high side rovesciato, che gli ha procurato la rottura del quinto metatarso del piede destro. Quello al piede non sarà l’unico intervento al quale dovrà sottoporsi, perché la sua spalla destra, già operata, non è per ora una spalla sulla quale fare affidamento e dovrà rimetterci le mani. Speriamo di rivederlo in pista per il Mugello, ma per ora non è possibile dirlo con certezza.

LA DICHIARAZIONE DI MARC AI MICROFONI DI SKY

“Quando cado provo a rialzarmi velocemente, ma avevo sentito che c’era qualcosa al piede. Per fortuna mi sono rotto solo il quinto metatarso, è una frattura che va operata. Facciamo tutto insieme. Non avevo detto niente fino ad adesso, ma già avevo programmato un intervento alla spalla destra dopo il GP Catalunya. Dopo Jérez ho capito perfettamente che qualcosa non andava. Ho provato ad andare convinto mentalmente che stavo bene ed ero forte, ma dopo Jérez sono andato dai dottori e gli ho detto: ‘Qui succede qualcosa’. Guardando bene hanno visto che dopo la caduta in Indonesia è tutto a posto, ma quella vite che era rotta è in una direzione un po’ diversa. Di un niente: un millimetro, due. Però tocca il nervo radiale, e quel nervo è fondamentale per il braccio. Per questo motivo sto guidando in maniera incostante, perché quando la vite tocca il nervo non posso guidare bene. Per questo sto cadendo in maniera strana. Ci vuole un po’ di calma, togliere questa vite è un’operazione lunga ma non così rischiosa, e vedere come si evolve la situazione. Per questo motivo in questo weekend sono andato così, con molta calma. È stato un momento di relax perché sapevo che mancava un giro. Mi sono rilassato e in quel punto non ho cambiato direzione come pensavo, il corpo non mi ha seguito. E niente, è successo. L’importante è che siamo a posto e adesso proviamo a sistemare tutto. Ovviamente salto la gara in Catalunya, vediamo per il Mugello”. L’operazione alla spalla non richiede un recupero lungo. Devono aprire e togliere questa vite. Mi potete chiedere come mai non l’ho sentito prima. Ma era una sensazione strana: a casa e quando guidavo la moto da cross stavo bene, però sulla MotoGP sto male. I dottori hanno visto che con la posizione che ho sulla MotoGP, la vite tocca il nervo. Per questo durante il weekend andavo sempre peggio e sentivo che il braccio si bloccava piano piano. Almeno c’è una soluzione, perché a volte vai dai dottori, ma ti dicono che non c’è niente di strano. Almeno hanno visto qual è il problema”. 

I RISULTATI DELLA SPRINT

Finisce così la gara: quarto posto per lo spagnolo Pedro Acosta (Red Bull KTM Factory Racing), davanti al francese Fabio Quartararo (Yamaha Factory Racing) e lo spagnolo Joan Mir (Honda). Chiudono i primi dieci il giapponese Ai Ogura (Trackhouse MotoGP Team Aprilia), lo spagnolo Alex Marquez (Gresini Racing), il brasiliano Diogo Moreira (Pro Honda LCR) e il francese Johann Zarco (Honda). A seguire Fermín Aldeguer (Gresini Racing), Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing KTM), Alex Rins (Monster Energy Yamaha MotoGP Team), Toprak Razgatlioglu (Prima Pramac Yamaha), Jack Miller (Prima Pramac Yamaha) e Fabio Di Giannantonio (Pertamina Enduro VR46 Racing Team).

Benedetta Orsini Federici - Agenzia Stampa Italia

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