(ASI) Il Perugia di Battistini mantiene le promesse dei patron Moneti e Santopadre, batte la retrocessa Isola Liri e sancisce il primo posto finale in classifica. Giusto così, la squadra ha tenuto la testa della classifica a lungo, anche con vantaggi molto consistenti. Gli uomini di Battistini hanno messo in vetrina un gioco molto redditizio, anche se spettacolare solo nel girono d’andata.

Sicuramente, nell’arco dell’intero, lunghissimo torneo (42 giornate, 40 partite giocate con 9 turni infrasettimanali) il Perugia è stata la squadra che ha dato l’impressione di forza e autorevolezza più consistente. Dunque, alla fine, i 4 punti di vantaggio sul Catanzaro ed i 7 sul Lamezia rendono giustizia di una superiorità messa in discussione solo nella fase iniziale del girone di ritorno più per la serie impressionante delle due calabresi che per demeriti del Grifone.

Al fischio finale è iniziata la festa ufficiale del “Curi” con i giocatori, i tecnici ed i dirigenti e tutti i dipendenti del Perugia calcio a fare la passerella in campo. Bella l’iniziativa voluta dalla società di far partecipare alla sfilata anche la figlia di Renato Curi, indimenticato idolo dei tifosi biancorossi.

In sala stampa la domanda più gettonata è stata quella sul destino di Battistini. Resta, se ne va? Nessuno si è sbilanciato ufficialmente, ogni decisione è rinviata ai colloqui che si svolgeranno nei prossimi giorni tra l’allenatore ed i dirigenti della società. Ma l’impressione è che Battistini potrebbe accogliere altre richieste, provenienti anche da categorie superiori. Lo Spezia, per esempio, che è stato promosso in B, ciò che richiederebbe a Battistini di frequentare anche la prossima estate il corso di Coverciano per ottenere il patentino di prima categoria. Del resto, anche la società sta vagliando altre ipotesi, nel quadro di un progetto tecnico delineato nelle sue linee fondamentali: partire dal nucleo della squadra che ha vinto quest’anno (in primis Giampiero Clemente, vero punto di riferimento del Grifo quest’anno) per costruire una formazione capace di puntare all’alta classifica anche in Prima Divisione. E’ noto che Moneti vorrebbe puntare su giocatori d’esperienza per assicurare la continuità dei successi, mentre Santopadre vorrebbe puntare più marcatamente sulla valorizzazione dei giovani. Alla fine, le due posizioni potrebbero trovare un giusto mix ed equilibrio e consentire al Perugia di puntare a scalare ancora le gerarchie del calcio italiano. Questo hanno invocato i tifosi della curva nord, chiamando i nuovi proprietari a proseguire sulla strada dei successi. Il blasone non è acqua e anche la ritrovata ex C1, non può che essere solo un punto di partenza nella piazza perugina.

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