Zitti, zitti…Gli uomini passano, la Juventus resta. Storie di ritratti, specchi ed illusioni.

zittizitti(ASI) Non tutti sanno che il segreto della Juventus, della signora eternamente giovane, nonostante in tanti continuino ad appellarla come “Vecchia”, si trova in un ritratto sapientemente custodito nelle stanze dei bottoni bianconere.

Il ritratto invecchia, la Signora no; si mantiene in forze, bella e vincente proprio come ammirato durante la sontuosa gara disputata contro il malcapitato Napoli. Badate bene, alla Juventus nessuno ha stretto alcun patto col diavolo, e qualora il ritratto presentasse smorfie o lievi crepe, non dipenderebbe certo da atti feroci e ingiusti. A differenza dell’altrettanto celebre Dorian Gray, la Juventus non ha nulla da farsi perdonare, ed alla propria coscienza non deve alcuna risposta.

Alla realizzazione del ritratto hanno partecipato numerosi uomini, ad eccezione del pittore Basil Hallward rimasto nella Londra vittoriana del XIX secolo.

Gianni ed Umberto Agnelli, Allodi, Boniperti e Pavel Nedved, fino a Giuseppe Marotta, autore di uno straordinario lavoro cominciato otto anni fa.

E’ notizia recente la fine del rapporto tra lo stesso Marotta e la Juventus. Come annunciato dall’eccellente dirigente, il mandato di amministratore delegato scadrà il prossimo 25 ottobre e non sarà rinnovato. Una notizia che ha colto impreparati i tifosi bianconeri, alcuni rimasti addirittura senza parole. Giunto all’ombra della Mole grazie alla famiglia Elkann con l’incarico di rinvigorire una squadra risorta come un’araba fenice dalle rovine di Calciopoli, ha affiancato Andrea Agnelli contribuendone alla trasformazione da giovane promessa in assoluta certezza.

Torino è città magica, attraversata da misteriose energie incanalate lungo percorsi ricchi di monumenti esoterici, ed i motivi della separazione sono avvolti da un senso di mistero. Qualcuno ipotizza divergenze con la proprietà, qualcun altro la voglia di affidarsi ad una sempre più giovane dirigenza, ma si tratta, al momento, di supposizioni.

L’unica certezza è che Marotta lascerà Torino e si dirigerà in altre città altrettanto affascinanti.

Il Napoli e la Roma avrebbero fatto più di un pensierino arrivando, secondo qualche indiscrezione, a sondarne il terreno. La Juventus ripartirà come sempre ha fatto nel corso delle stagioni sportive. Tanti uomini sono passati per il bianconero, qualcuno inosservato, altri invece,- e Marotta è tra questi-, hanno contribuito a scrivere pagine importanti della affascinante storia del club.

 

Le loro gesta, seppur destinate a passare, a cedere il passo allo scorrere del tempo, non saranno dimenticate. Chi resterà invece in bianconero è Fabio Paratici, considerato da molti il “delfino” dello stesso Marotta.

A proposito di Paratici, pare che abbia cambiato completamente gli specchi della propria dimora, optando per un restyling necessario. Dopo la rasatura del mattino, rimirando il proprio volto nello specchio, pare si sia imbattuto, con intenso stupore, in quello del “maestroMarotta.

Un’illusione, forse, difficile da spiegare, d’altronde Torino è la capitale del mistero. Nel dubbio, meglio non scomodare gli scritti del celebre sensitivo Gustavo Adolfo Rol, ed optare per un cambiamento radicale degli specchi.

Magari Paratici ne acquisterà uno pronto a dirgli: “Sei tu il dirigente più bravo del reame”. In tal caso non si tratterà certo di un’illusione perché Paratici bravo lo è per davvero, ed ora più che mai, sarà chiamato a confermarlo.

La notizia degli specchi, miei cari lettori, è di prima mano, molto ufficiosa. Resti tra noi, confidenziale, quindi: zitti, zitti…

 

 

Raffaele Garinella- Agenzia Stampa Italia

@ga_raf

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