(ASI) I mezzi di comunicazione si evolvono, ma le strategie tradizionali per diffondere i contenuti restano ancora valide. Ricorre quest’anno il venticinquesimo anniversario della nascita di Forza Italia.

Silvio Berlusconi ha invitato i militanti, in una lettera divulgata ieri sui social network, a scendere nelle piazze di tutte le città del nostro paese il prossimo 26 gennaio (giorno in cui, nel 1994, è nato il partito definito, dagli studiosi, “mediale” per la rivoluzione che ha generato). E’ fondamentale infatti, ad avviso del fondatore e guida di questa realtà, “dire No' ad una legge di bilancio come quella approvata frettolosamente dal Parlamento, che rappresenta in modo emblematico l'inadeguatezza e la pericolosità delle scelte di chi ci governa”. L’obiettivo, ha spiegato il presidente, è quello di “salvare l’Italia da un pericolo, oggi forse più grave che allora”, poichè una parte di coloro che guidano l’attuale esecutivo “è erede della peggiore sinistra del’900, ai cui tragici errori aggiunge arroganza e incompetenza”. Tali espressioni sembrano richiamare il suo primo videomessaggio di 25 anni fa, dal titolo: “L’Italia è il paese che amo”, alla base della discesa in campo per salvare i cittadini dalla “minaccia comunista”. Il Cavaliere ha realizzato altre iniziative simili per rafforzare la propria immagine, soprattutto quando ha assunto la carica di numero uno di palazzo Chigi, usando due diversi formati: le conferenze stampa del premier e gli annunci delle campagne pubblicitarie a sfondo sociale. La promozione del lavoro compiuto avveniva pure con spot televisivi (ne sono stati realizzati 57 nei sei mesi del suo primo governo) che presentavano le decisioni varate dal Consiglio dei ministri e la scritta“Fatto!”. Ha introdotto anche la consuetudine di redigere brevi comunicati per tenere viva l’attenzione mediatica nei suoi confronti. Era possibile trovare sul sito del governo, fino ad ottobre 2004, più di 780 note diramate agli organi di informazione, 471 messaggi – audio – video, 176 interviste e dichiarazioni. Sono interessanti, inoltre, le strategie di propaganda messe in piedi in diverse occasioni, tra cui la campagna in vista dell’appuntamento elettorale del 2001. Erano stati realizzati l’anno precedente molti manifesti, visibili sui cartelloni di numerosi centri urbani, volti a trasmettere l’immagine di un leader impegnato in politica e contemporaneamente vicino al popolo. Tutto ciò era stato rafforzato dall’invio, a ogni famiglia, della propria autobiografia. La presentazione del “Contratto con gli italiani” ha offerto poi la certezza della vittoria. La lettura e la firma solenne del documento, durante una puntata della trasmissione televisiva “Porta a Porta”  andata in onda su Rai Uno pochi giorni prima della chiamata alle urne, gli ha consentito di proporsi, davanti a milioni di italiani, come persona autentica e affidabile. Berlusconi è stato in grado di trasmettere così la sicurezza di poter raggiungere gli obiettivi annunciati, consentendo agli ascoltatori di comprenderli fino in fondo. Ha unito l’aspetto empirico, evidenziato dal richiamo costante di cifre e percentuali ricordate con precisione, alla capacità di ridurre il contenuto ad uno slogan facilmente memorizzabile dall’opinione pubblica. Ha saputo narrare sapientemente e costantemente, mediante la strategia del “vincitore atteso”, i sondaggi, convincendo che sarebbe arrivato primo nella competizione politica. Profezia che, molte volte, si è avverata.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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