amazzonia3(ASI) Di fronte ai drammatici incendi delle foreste in Amazzonia è positiva la crescente opposizione alla ratifica dell’accordo di libero scambio siglato dall’Unione Europea con i Paesi del Mercosur, per il mancato rispetto da parte del presidente brasiliano Jair Bolsonaro degli impegni di carattere ambientale.

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare le dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha definito al G7 "poco probabile" una ratifica dell'accordo commerciale concluso fra l'Unione europea e il Mercosur se l'Amazzonia continua a bruciare, dopo le analoghe preoccupazione del presidente francese Emmanuel Macron. Non tratta – sottolinea Prandini - di un semplice ricatto ma della constatazione delle gravi inadempienze del Paese sudamericano sul piano della sostenibilità delle produzioni agroalimentari con rischi per l'ambiente, la sicurezza alimentare e lo sfruttamento del lavoro minorile evidenziato dallo stesso dipartimento del lavoro statunitense.

“Occorre evitare il rischio che l’Unione Europea e l’Italia diventino complici di comportamenti irresponsabili” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che sottolineare che “gli accordi europei di libero scambio siglati dall’Unione Europea devono rappresentare una priorità per il prossimo Governo affinchè sia garantito che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”

Gli interessi della grande industria non si fermano di fronte alle foreste amazzoniche ma neanche davanti ai rischi per la salute per i consumatori come dimostra il più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto recentemente il Brasile travolgendo con gli allarmi tutti i continenti. A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono, infatti, le agevolazioni concesse nell’accordo a prodotti come la carne di manzo e di pollo dal Brasile che si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Rasff per gli allarmi alimentari si è classificata nella black list dei prodotti più pericolosi in Italia. Per il manzo si parla di un contingente di 99mila tonnellate al 7,5% (più altre 45mila tonnellate di carne di tipo Hilton già previste dall’Omc per le quali il dazio sarà eliminato) che implica una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani e un abbassamento della qualità per i consumatori, considerato i Paesi del Mercosur non rispettano gli standard produttivi e di tracciabilità oggi vigenti in Italia e nel Vecchio Continente. Per il pollame l’Unione Europea è aumentata a 180mila tonnellate l’offerta attuale a dazio zero con gravi preoccupazioni per l’aspetto sanitario. Ma i Paesi del Mercosur – continua la Coldiretti – hanno ottenuto maggiori concessioni nel settore dello zucchero con il dazio zero sul contingente di 180mila tonnellate che potrebbero aumentare le difficoltà della produzione comunitaria e lo stesso discorso vale per il riso, con l’arrivo di 60mila tonnellate esenti da dazi, per le carni suine (25mila tonnellate a dazio basso), il miele (45mila tonnellate a dazio zero), i formaggi (30mila tonnellate), oltre a latte in polvere, latte artificiale e granturco dolce.

L’accordo tra l’Unione Europea ed i Paesi del mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur) inoltre legittima le imitazioni di oltre il 93% dei prodotti agroalimentari Made in Italy, compresi i prodotti più esportati all’estero, a partire dalla Fontina, dal Parmesan, Parmesano, Parmesao, Reggianito e Grana mentre per altri “tarocchi” come il Prosecco e l’Asti, il Marsala, il Gorgonzola, il pecorino Romano, il Taleggio,  l’Asiago, la Mortadella Bologna o il Prosciutto di Parma, è stata concessa una moratoria che permetterà di commercializzarli ancora per molti anni. In questo modo si assicura di fatto il benestare Ue a una produzione locale del falso che è già tra i più fiorenti e che viene peraltro esportata in tutto il mondo.

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