(ASI) La Bolivia ha ridotto di altri 11mila ettari nel corso del 2018 la superficie utilizzata dai narcotrafficanti per coltivare la coca. Lo ha annunciato il presidente Evo Morales spiegando che il risultato è stato raggiunto grazie alle Forze armate locali. L’operazione contro la coltivazione di coca nel paese va avanti dal 2010.

 

Morales ha evidenziato il lavoro delle Forze armate boliviane (FFAA) nel suo lavoro per l'individuazione e la distruzione di piantagioni irregolari, nonché la collaborazione delle autorità dell'Unione europea (UE) e di altre nazioni della regione.

Il primo mandatario ha poi sottolineato come il paese abbia raggiunto ottimi risultati anche nella lotta contro il traffico di droga.

“Ora – ha ricordato Morales - abbiamo un controllo sociale e programmi di sviluppo globale, in collaborazione con l'Unione Europe, non abbiamo bisogno di presidi statunitensi e dell’Amministrazione per il controllo della droga (Dea)” spiegando che negli ultimi anni la superficie coltivata a coca nel paese è passata da 50mila a 23mila ettari.

Evo Morales ha promulgato la legge sulle colture nel 2006, al fine di controllare la coltivazione della foglia di coca, con l'obiettivo di essere utilizzata per riti ancestrali e scopi medicinali, evitando così il contrabbando. Nel frattempo, grazie al suo operato la Bolivia è diventata la nazione sudamericana con il più basso tasso di contrabbando ed esportazione di droghe.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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