(ASI) Le minacce russe, verso la comunità internazionale, sono state al centro della prima giornata dei lavori dei ministri degli Esteri della Nato a Bruxelles. L’Alleanza Atlantica ha chiesto, a Mosca, che venga consentito il rilascio dei marinai ucraini, arrestati nello stretto di Kertch, insieme alla garanzia della libertà di navigazione soprattutto in quel tratto.

 Il governo di Kiev ha fatto sapere che il Cremlino ha sbloccato parzialmente i porti, che si affacciano sul mare d’Azov, consentendo ai mercantili di Petro Poroshenko di transitare per la prima volta, dallo scorso 25 novembre, nell’area in questione. Siamo sicuramente davanti a un piccolo passo distensivo, ma la situazione rimane ancora purtroppo molto complessa. Il responsabile della diplomazia di Kiev ha annunciato infatti che il suo paese entrerà, con la Georgia, tra i membri dell’Organizzazione Atlantica (scelta non gradite da Vladimir Putin). I membri del Patto si sono appellati allo zar affinchè rispetti anche un altro elemento di estrema importanza: il trattato missilistico Inf. Il responsabile della diplomazia d’oltreoceano, Mike Pompeo, ha minacciato di uscire dall’intesa, stipulata nel lontano 1987 tra Reagan e Gorbaciov, entro 60 giorni se la controparte continuerà a non rispettarla. Immediata la replica di Mosca: “Potremmo dislocare i nostri missili nucleari a Cuba e in Venezuela”.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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