(ASI) E’ altissima la tensione in Medioriente, poiché una situazione del genere non si vedeva dal 2014.

Tutto è iniziato domenica sera con una provocazione da parte di Israele. Quest’ultimo ha inviato, a Khan Yunes, un’unità speciale del proprio esercito per uccidere un capo di Hamas e 6 suoi militanti. Altri 7 membri dell’organizzazione palestinese e un ufficiale, dello Stato ebraico, sono rimasti feriti nel conflitto a fuoco. E’ scattata così immediatamente la rappresaglia, nella zona, dei jet con la Stella di David e la conseguente reazione dei gruppi che hanno sede nella Striscia. Questi ultimi hanno lanciato, fino alla tarda serata di oggi, circa 400 razzi soprattutto contro la parte meridionale del paese di Benjamin Netanyahu, provocando vittime e danni. Minacciano ora di utilizzare vettori a gittata più lunga per colpire il nemico sionista “in profondità”. Le ostilità si stanno intensificando dopo il fallimento della mediazione dell’Egitto che ha cercato, nelle ultime 24 ore, di evitare il peggio. Tel Aviv ha raso al suolo così la tv del gruppo Al Aqsa, un albergo, la torre di Gaza e minacciato persino di distruggere il parlamento palestinese, sparando un razzo di avvertimento sull’edificio. La Giordania e l’Unione Europea hanno chiesto l’immediata cessazione delle violenze. Il presidente americano Donald Trump continuerebbe ad appoggiare il proprio alleato israeliano. Il tycoon, secondo alcune fonti, starebbe seguendo l’evolversi della situazione nella sala emergenze (Peoc, situation room) della Casa Bianca.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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