Bertot(ASI) Per le esclusive di Agenzia Stampa Italia abbiamo intervisato Fabrizio Bertot già europarlamentare di Forza Italia nella VII legislatura. Tre le questioni di politica estera affrontarte con lui: elezioni in Germania, il braccio di ferro tra USA e Corea del Nord e le sanzioni alla Russia. 

In relazione al recente voto in Germania qual è la sua analisi e giudizio?

(ASI) "Innanzitutto scoprire che Schulz è antipatico anche ai tedeschi è una bella soddisfazione, aldilà di questo Schulz e Merkel sotto certi aspetti hanno rappresentato due facce della stessa medaglia sembrano degli avversari in realtà sono degli alleati e la politica della Merkel di nascondere la polvere sotto al tappeto, perché in Germania hanno seri problemi come l’apertura all’immigrazione per quanto filtrata attraverso la scelta dei siriani non è che stia portando grandi risultati, ci sono delle conseguenze delle crisi economiche anche in Germania.

La Germania è il Paese più forte dell’Unione Europea ma è una forza che sta acquisendo grazie alle disgrazie degli altri, adesso come si dice sempre quando brucia la casa del tuo vicino meglio che l’aiuti a spegnerla, invece in questo momento la Germania ha sempre alimentato le disgrazie degli altri Paesi perché in qualche modo ne ha tratto profitto, in particolar modo contro l’Italia che è il più grande Paese produttore dopo la Germania.

Dal punto di vista politico però la Merkel ha comunque avuto un calo di consensi non indifferente questo significa che la grande coalizione ha un senso se finalizzata a delle riforme importanti se è semplicemente finalizzata alla gestione del potere viene punita dagli elettori. Ancor di più è stato punito Schulz perché comunque i socialisti si sono trovati nella situazione di dover criticare un governo del quale comunque facevano parte e quindi sicuramente da questo punto di vista sono stati penalizzati, e le spinte della destra identitaria hanno avuto buon gioco, per cui in questo momento fossi la Merkel e non sono la Merkel guarderei invece di cercare delle alleanze anche un po’ difficili cosa che invece sta cercando di fare con i Verdi piuttosto che con i Liberali, dovrebbe guardare quello che è l’orientamento dei cittadini, i cittadini vogliono essere governati dal centrodestra quindi deve andare a cercare come esattamente sta succedendo in Italia, un’alleanza di centrodestra con una destra forte identitaria, radicata sul territorio che ha un determinato consenso e nello steso tempo un centro che guarda a destra di più ampio respiro con una valenza nei rapporti internazionali che può anche aiutarla in un consenso in questo momento in cui si dipende molto di più in quello che succede oltre i confini di quanto non capita all’interno degli stessi".

 

In relazione al braccio di ferro tra Stati Uniti e Corea del Nord crede che un maggiore coinvolgimento di Mosca potrebbe essere un contributo maggiore per scongiurare ulteriori aggravamenti internazionali?

"No, io penso che la partita detto in termini semplicistici tra Corea del Nord e Stati Uniti sia più complessa ma debba riguardare Stati Uniti e Corea del Nord meno si intromette l’Unione Europea, la Federazione Russa e la Cina meglio è per tutti, c’è una partita di carattere diverso.

Domandiamoci come mai negli ultimi 18 mesi le tecnologie militari della Corea del Nord sono cresciute tantissimo, prima non riuscivano nemmeno a tirare un missile alla Corea del Sud adesso gettano dei missili che possono andare da un continente all’altro evidentemente sono arrivati degli aiuti sono arrivate delle nuove tecnologie, ricordo che in questo momento c’è una fabbrica di motori per missili che sono sul territorio ucraino sotto il controllo dell’occidente e che non ha più clienti perché non può venderli più alla Federazione Russa, non è che forse stanno partendo dei motori dal territorio ucraino che stanno sviluppando nuove tecnologie e stanno aiutando la Corea del Nord, ma a questo punto lo stanno facendo all’insaputa di chi dovrebbe vigilare o con la complicità di chi deve vigilare, penso che ci sia una partita molto più importante e in questo momento anche un Kim Jong-il che peraltro è anche antipatico fisicamente a vedersi potrebbe far comodo per distogliere l’attenzione su qualcos’altro che sta capitando da qualche altra parte nel mondo".

Edoardo Desiderio - Agenzia Stampa Italia

 

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