(ASI) Chieti – Abbiamo intervistato Giulia Di Camillo, calciatrice, teatina in forza alla Chieti Calcio Femminile che quest'anno ha conquistato la Serie A, vincendo il campionato di Serie B, girone d, superando in classifica squadre di grandi città come Roma e Napoli.

Giulia Di Camillo, 24 anni, centrocampista centrale che gioca davanti la difesa, laureata in Scienze Turistiche a Firenze, frequentatrice di un master in turismo e territorio alla Louisse di Roma, ha iniziato la sua carriera da calciatrice fin da piccola con l'inseparabile sorella maggiore Giada (25 anni, di ruolo terzino), nelle giovanili con i maschietti del Torrevecchia Teatina per poi approdare nel mondo del calcio femminile. Ha vestito la maglia del Grifo Perugia e quella del Siena Calcio Femminile con cui ha conquistato la Serie A. Poi il fallimento dei bianconeri toscani e la scelta di cuore con l'approdo fra le fila dei neroverdi del Chieti, dove oltre l'inseparabile sorella Giada, ha trovato anche un allenatore speciale, suo padre Lello Di Camillo.

A Chieti veste la maglia numero 10 e al termine della stagione 2015 – 2016 appena terminata, la squadra teatina riesce a coronare il sogno: portare i Neroverdi in Serie A e dare lustro alla città di Chieti che non sta di certo vivendo attualmente uno dei suoi migliori periodi storici.

E proprio nello sport in genere, e nel calcio in particolare, la città può trovare un volano per il suo rilancio, un veicolo per promuovere le sue bellezze e rafforzare la sua identità.

Sentiamo, cosa ha dichiarato, a tal proposito, la calciatrice Giulia Di Camillo.


Qual è stato il momento che vi ha fatto capire che era l’anno giusto per vincere il campionato, considerato anche che non avete perso una partita e avete concluso col migliore attacco e la seconda miglior difesa?

«Non c’è stato un momento in particolare in cui abbiamo creduto di poter vincere il campionato, ma abbiamo affrontato ogni partita con l’obiettivo di conquistare i 3 punti che per noi erano fondamentali per raggiungere la serie A. Sicuramente ci sono stati dei grandi segnali nel corso del campionato, come ad esempio la partita che abbiamo avuto a Napoli, dimostrando di essere una grande squadra. Ovviamente la certezza l’abbiamo avuta domenica 22 maggio quando abbiamo conquistato la serie A».

Tu hai realizzato il goal della vittoria. Che cosa significa per te tutto questo?

«Sicuramente da teatina poter realizzare il goal della vittoria è stato qualcosa di fantastico che porterò con me per tutta la vita. Ovviamente per me la vittoria più importante è stata quella di tutta la squadra, quella che abbiamo raggiunto tutte insieme perché in fondo ho messo solo la ciliegina su una torta fatta perfettamente da squadra e società in 22 giornate dove tutte abbiamo dimostrato di aver fatto qualcosa per raggiungere questo risultato. Non dimenticherò mai il boato di tutto lo stadio dove io sono sempre andata sin da piccola».

Ti sei sentita per certi versi come il Pelide Achille alla guida della Falange Teatina?

«Proprio così con questa espressione hai reso l'idea di come mi sono sentita realizzando il gol della vittoria che ci ha portato in Serie A».

Il calcio può essere anche un veicolo per promuovere l’amore per la città e l’identità cittadina?

«Sicuramente lo sport in generale è un veicolo importante per tutti, soprattutto per la città di Chieti. Penso che il calcio femminile che comunque è uno sport molto puro, molto sano, abbia in sé dei valori che in molti altri sport si stanno perdendo ed ecco perché può essere una grande luce per la città di Chieti e un grande veicolo di promozione turistica perché con la Serie A faremo anche un campionato di livello nazionale che darà occasione a chi non è mai stato a Chieti di conoscere la città».

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

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