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Politica Nazionale

Crosetto, Barbera (PRC): "Genocidio? No, il vero scandalo per il ministro della Difesa è la libertà di parola"

Di Redazione ASI 13 Dicembre 2025 – 22:48 2 min di lettura

(ASI) "Il ministro Crosetto oggi ci ha regalato un altro momento di alta statura istituzionale: dal palco di Atreju ha annunciato di aver denunciato chiunque abbia osato associare il suo nome e quello di Giorgia Meloni alla parola "genocidio". Non pago, ha definito "schifosi" i suoi critici e ha promesso che dovranno "pagare tutta la vita". Un linguaggio sobrio, equilibrato, degno di un ministro della Difesa che rappresenta l'Italia nel mondo.


Crosetto sostiene di "non aver mai toccato nessuno" e di "servire la Nazione". Peccato che nessuno gli abbia contestato aggressioni fisiche: gli si contesta, politicamente, il sostegno a governi e operazioni militari che hanno conseguenze devastanti sui civili. Ma evidentemente, per il ministro, la politica estera si riduce a un problema di manicure: se le mani sono pulite, tutto il resto non conta.
Colpisce poi la sua improvvisa passione per la beneficenza. Secondo Crosetto, chi critica la linea del governo sul Medio Oriente non avrebbe "mai fatto un euro di beneficenza". È curioso che un ministro della Repubblica, invece di rispondere nel merito delle scelte politiche, si rifugi nella contabilità delle elemosine. Forse perché, sul piano politico, non ha molto altro da dire.
E soprattutto, è inquietante che un ministro della Difesa minacci pubblicamente cittadini e attivisti dicendo che "pagheranno tutta la vita". Un linguaggio che ricorda più i regimi che la democrazia. Ma del resto, quando si governa con la logica dell'emergenza permanente, chi dissente diventa automaticamente un nemico da intimidire".
Non ci faremo intimidire né dalle querele né dagli insulti. Continueremo a denunciare le responsabilità politiche del governo Meloni nel sostegno incondizionato a un governo, come quello israeliano, che si è macchiato di pesanti violazioni dei diritti umani. E continueremo a farlo senza paura delle minacce di Crosetto.
Se per il ministro la critica politica è un reato, allora siamo fieri di essere colpevoli. Perché la vera indecenza non è chi denuncia i massacri: è chi li giustifica".
Lo dichiara  in una nota Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista".

Nota della Redazione

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