fontana(ASI) Perugia - Giunta ormai agli sgoccioli, la campagna elettorale per la Regione Umbria, diventata nei fatti un vero e proprio test nazionale, con gli occhi di tutto il Paese puntati su questo piccolo ma prezioso territorio del Centro Italia, ha visto l'arrivo a Perugia, nella serata di giovedì, dei tre governatori di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia Attilio Fontana, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, a sostegno di Donatella Tesei, candidata del centrodestra.

Intervistati sul palco della sala congressi del Best Western - Hotel Quattrotorri dal direttore editoriale di Tef Channel Marco Brunacci, dopo la breve introduzione dell'On. Virginio Caparvi, segretario regionale della Lega Umbria, i tre presidenti hanno cercato, toccando vari temi, di spiegare come funzionano le loro regioni, indicando, anche con dovizia di particolari, leggi e modalità di amministrazione in vigore nei rispettivi territori che, assieme, compongono buona parte del PIL del nostro Paese.

"La buona amministrazione di centro-destra della nostra regione mette i nostri imprenditori, i nostri artigiani e i nostri commercianti nelle condizioni di svolgere il loro lavoro nel modo migliore", ha premesso il lombardo Attilio Fontana. "Non siamo venuti qui a dare consigli a Donatella Tesei, che è già in gamba", ha aggiunto Zaia. Il governatore del Veneto ha citato il Nobel per l'Economia Milton Friedman, sostenendo che, tra chi ha e chi non ha, ad avere più bisogno di aiuto è "chi ha avuto e non ha più". "Ed è questa la sfida che noi governatori ci troviamo ogni giorno", perché "per essere bravi bisogna mantenere quei livelli di benessere e ricchezza raggiunti, senza perdere neanche un millimetro". L'ex ministro dell'Agricoltura ha ricordato che "un'economia è libera se lavori in un contesto nel quale non serva una tessera di partito per lavorare", criticando aspramente quei "sistemi occulti di governo dell'economia che distruggono l'economia stessa".

"La scelta che sta facendo Donatella è la più scomoda", ha precisato Massimiliano Fedriga ma allo stesso tempo anche la più soddisfacente perché ci si mette "a disposizione della propria terra e della propria gente". "Avete una terra come l'Umbria, ricca di cultura, di storia e di un magnifico paesaggio - ha proseguito il governatore del Friuli-Venezia Giulia - che potrebbe essere sfruttato cento volte tanto e mi domando come sia possibile aver sentito prima degli imprenditori che ci hanno detto che qui non ci sono più lavoro né opportunità". Riguardo la soluzione, Fedriga è in perfetta sintonia con Zaia: "Bisogna andare a smembrare quelle reti di potere che sono state costruite non per dare una risposta al popolo umbro e ai cittadini umbri ma agli amici degli amici" perché "è la politica che deve essere al servizio di cultura, imprese, turismo e lavoro, non il contrario".

Commentando l'exploit elettorale della Lega in Umbria alle ultime elezioni europee dello scorso maggio, quando il partito di Salvini ha sfondato quota 38%, Fontana ritiene che "sia doveroso esportare qui i modelli del Nord anche perché questa terra e questa gente hanno le condizioni e le capacità per dare delle risposte estremamente positive". "L'assistenzialismo o comunque un'economia drogata dalla politica è un'economia finta", ha osservato Fontana aggiungendo che "se nelle nostre regioni soltanto provassimo ad impostare un ragionamento di questo genere saremmo massacrati dai nostri cittadini, dalla magistratura, dalla Corte dei Conti e dall'opinione pubblica".

"Qui le prerogative ci sono tutte ma non bisogna rassegnarsi" perché "questa regione deve smettere di essere considerata la periferia dell'impero", citando in particolare il grave problema dell'isolamento infrastrutturale che ha penalizzato l'Umbria per decenni. "Non ho mai trovato gente rassegnata qui in Umbria quando ero ministro, e non la trovo ora". Il lavoro si crea con l'impresa, secondo Massimilano Fedriga. Usare "il lavoro pubblico come ammortizzatore sociale o ancor peggio assegnare il reddito di cittadinanza a prescindere" vuol dire tenere sotto ricatto i cittadini. Per questo, secondo Fedriga, occorre intervenire primariamente sulla pressione fiscale: "Nell'area montana del Friuli-Venezia Giulia, quella più in difficoltà, un'azienda o un libero professionista che apre una nuova attività non paga più l'IRAP per sempre, chiunque voglia portare una nuova azienda in qualsiasi parte del nostro territorio regionale per tre anni non paga l'IRAP e per i due successivi gode di una riduzione, mentre se un'azienda assume una persona in stato di disoccupazione da non più di quattro anni ha una deduzione IRAP dai 20.000 ai 40.000 euro e se lo stabilizza una contribuzione diretta dai 7.000 ai 12.000 euro".

Sul tema caldissimo della sanità, "i concorsi che facciamo noi in Lombardia li gestiscono i direttori generali in assoluta autonomia valutando le persone in modo corretto", ha detto Attilio Fontana. "Da dieci anni in Veneto non c'è più la nomina delle commissioni di bando di gara, ho voluto che la giunta regionale fosse totalmente estranea a queste partite", ha aggiunto Zaia, osservando che "per quanto riguarda la nomina dei primari non c'è bisogno di nuove regole ma è sufficiente attenersi alla Legge Balduzzi, che prevede una selezione sulla base del merito e delle capacità". Nessuna nuova complicazione normativa ma semplicemente "l'onestà di non intromettersi nei concorsi da parte di chi sta in alto", secondo Fedriga, che ha ricordato l'importanza di "investire in macchinari di ultima generazione" perché sono quelli che consentono davvero di "fare prevenzione", assicurando al contempo il fondamentale diritto alla salute dei cittadini e un risparmio per il sistema sanitario che può così ridurre le ospedalizzazioni.

È stato poi il momento dell'intervento dal palco di Donatella Tesei, la donna su cui la Lega ha deciso di puntare per la guida dell'Umbria. La Senatrice ha ricordato i dati Eurostat, che vedono l'Umbria ormai scivolata dallo status di regione sviluppata a quello di regione in transizione, con un "PIL drammaticamente sceso ed una disoccupazione drammaticamente salita". Questa campagna elettorale è "un momento molto strano", secondo la Tesei, perché lo sfidante Vincenzo Bianconi, alla guida della coalizione PD-M5S, in tutti gli incontri svolti insieme con le associazioni di categoria parte dalle stesse premesse di denuncia di una situazione drammatica per il territorio.  Tuttavia "c'è solo un'alternativa per l'Umbria e siamo noi", ha detto la Tesei, sostenendo che il suo avversario "fa da paravento ad un partito che ha amministrato la regione per cinquant'anni portandola al livello in cui si trova". La candidata del centrodestra ha poi denunciato l'incapacità di creare un vero brand turistico per l'Umbria, senza valorizzare a dovere le ricchezze storiche, culturali, artistiche ed enogastronomiche del territorio, complice anche l'isolamento infrastrutturale dovuto ad assi stradali e ferroviari ormai obsoleti.

"Non c'è stata una progettazione, ci siamo impoveriti grazie ad una politica scellerata che non ha messo mai il merito al centro di questa regione", ha detto la Tesei. "C'è stato un tempo in cui avevamo una sanità attrattiva ed in entrata - ha ricordato la candidata del centrodestra - c'erano professionisti validi, persone di talento che sono state mandate via e si è giocato al ribasso su tutto". Responsabili di questo declino, secondo la Senatrice leghista, le reti clientelari che hanno penalizzato chi "non aveva la tessera di partito".

"La ricostruzione non è partita, siamo bloccati", ha denunciato Donatella Tesei parlando della gestione della crisi post-sisma e criticando il governo per la scelta, giudicata opportunistica, di andare a spiegare la Finanziaria e il recente decreto relativo al terremoto, nell'ultimo giorno di campagna elettorale a Narni, cittadina che sorge a pochi chilometri dal confine con il Lazio, "fortunatamente estranea al cratere sismico". "Tutte le ordinanze commissariali hanno bloccato il processo di ricostruzione" perché si è adottato un modello emiliano, che riguardava principalmente "opifici e capannoni industriali", non edifici abitativi e monumenti. "Vengono a presentarci in Umbria una bufala, come hanno detto molti sindaci dell'Umbria e delle Marche", ha sostenuto la Tesei.

Ha chiuso la serata l'attesissimo intervento di Matteo Salvini, che ha tirato le somme di una campagna elettorale intensa, che lo ha visto raggiungere numerosi comuni dell'Umbria ed impegnarsi in prima persona per sostenere Donatella Tesei. Il leader leghista ha ribadito la necessità di "aprire a tutti le porte di Regione Umbria ", senza favoritismi o clientelismi. "Non ci sarà niente di facile per Donatella perché fare le pulizie di primavera dopo cinquant'anni sarà dura", ha ricordato Salvini. "La sinistra sta passando il suo tempo non a proporre qualcosa per l'Umbria ma ad insultare", ha aggiunto il Senatore della Lega, convinto che domenica prossima "daremo una lezione di democrazia" a queste forze politiche.

 

Andrea Fais - Agenzia Stampa Italia

 

 

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