GiorgiaMeloni11(ASI) Perugia – Abbiamo interviistato per Agenzia Stampa Italia il Presidente nazionale di Fratelli d’Italia, l’Onorevole Giorgia Meloni.

Onorevole Meloni, in merito al dibattito interno al centrodestra sul ritorno di una coalizione unitaria, Fratelli d’Italia quali “paletti” pone per una sua partecipazione a questa eventuale coalizione?

Giorgia Meloni: «Per noi ci sono tre grandi questioni. La prima è, ovviamente, di programma. Noi vorremmo un governo di patrioti, cioè di persone che tornino a fare gli interessi dell’Italia e degli italiani. Dopo ci occupiamo di tutto il resto, ma adesso ci vogliamo occupare del futuro dei nostri figli, della difesa dei nostri prodotti, dell’amore per la nostra terra, dell’orgoglio italiano, della nostra identità, delle nostre specificità, delle nostre imprese. E quindi noi abbiamo preparato un programma come Fratelli d’Italia, che dice “Prima gli italiani” a 360°. Lo abbiamo sviluppato concretamente e quel programma portiamo all’attenzione della coalizione. Al primo punto, di quel programma, vorremmo che ci fosse il più imponente piano di sostengo alla natalità nella storia millenaria del popolo italiano. Perché in Italia se non torniamo a fare i figli, siamo spacciati. Non ce la possiamo fare, il nostro sistema di welfare non può reggere, siamo una nazione che scomparirà, e io penso che il problema non si possa risolvere sostituendo gli italiani con gli immigrati. La seconda questione che poniamo è una questione di coerenza: la così detta “clausola anti-inciucio”. Vorremmo un impegno, che noi siamo per primi disposti a firmare, che i voti dati al centrodestra non possano servire in nessun caso a fare un governo né con il PD né con il Movimento 5 Stelle, che per noi sono le due facce della stessa sinistra. La terza questione è un vincolo di onestà: abbiamo chiesto che la coalizione istituisca un comitato di persone, al di sopra di ogni sospetto, da nominare insieme per vagliare ogni singola candidatura. Io non voglio impresentabili in lista, non voglio fare una campagna elettorale dovendomi giustificare per qualche candidato, messo da me o messo da altri, e quindi propongo di non far fare questo lavoro alla magistratura e di farlo fare alla politica.»

 

Per il tema dell’”Unione Europea”, sembra che si stiano delineando sempre di più due linee. Una che vuole restare nell’Unione Europea mantenendo la moneta unica, ma puntando a riformare i trattati d’adesione. L’altra che propone anche all’Italia una forma di “Brexit”, con il ritorno ad una moneta nazionale. Fratelli d’Italia che pensiero ha al riguardo?

Giorgia Meloni: «Sul tema dell’Euro, io penso che la questione vada affrontata non su un piano ideologico, ma su un piano realistico. Bisogna capire se l’Euro è una moneta che fa il nostro bene e allora è una moneta che va valorizzata, se l’Euro è una moneta che non fa il nostro bene allora è una moneta che va messa in discussione. Non credo che l’Italia lo debba fare unilateralmente. La proposta di Fratelli d’Italia da sempre è, eventualmente, scioglimento concordato e controllato della zona Euro, quindi non uscita unilaterale dell’Italia dall’Euro. Ma ciò non toglie che oggi il rischio che noi corriamo è che l’Euro imploda comunque, perché una moneta che sta impoverendo tutti salvo la Germania. Allora io penso che l’Italia debba avere un “piano B” nel caso del crollo dell’Euro. Che è un crollo che stanno studiando le banche e non vorrei che le banche fossero le uniche ad avere un’“exit strategy”. Non sono per l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea, credo che l’Italia non si renda conto di quanto pesa nell’UE. Noi siamo per chiudere questa Unione e costruire un nuovo percorso d’integrazione, che sia una confederazione di nazioni libere e sovrane. Cioè, a me non interessa condividere con l’Unione Europea la lunghezza delle zucchine che produco, ma magari m’interesserebbe condividere una politica estera. Perché poi il paradosso è che noi condividiamo la lunghezza delle zucchine, ma se poi la Francia si mette a bombardare la Libia perché gli da fastidio dei nostri rapporti privilegiati sul piano energetico con la Libia questo “va bene”. Facciamo i seri! Parliamo di un’Europa che lavora insieme sulle cose importanti e non di un’Europa che si mette “cavilli e caviletti” solamente per far guadagnare ad alcune nazioni contro le altre.»

 

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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