(ASI) In Italia si sta andando verso una dittatura finanziaria, con i nostri governanti che stanno violando la Costituzione ed alcuni articoli del Codice penale. Queste le premesse che hanno spinto Marco Mori, un giovane avvocato ligure, a depositare ben sette denunce  presso la Procura di Roma contro il golpe finanziario in atto nel nostro paese a nome dell’associazione “Salviamo gli italiani” di cui è membro. 

 

Come lo stesso legale riferisce il documento, inviato per posta anche a Mario Draghi, Governatore della Bce, e Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, punta ad ottenere la misura cautelare per entrambi in quanto rei di “aver commesso gravissimi reati contro la personalità dello Stato”.

Secondo l’avvocato in Italia dal 2011 la democrazia è stata sospesa e sarebbe stata sostituita a causa di una lettere inviata dalla Bce, organo sovranazionale ed indipendente chiamato a rispondere unicamente agli interessi dei suoi azionisti cui l’Italia ha ceduto la sua sovranità monetaria. In seguita a questa missiva sarebbero state imposte le attuali politiche di austerità con l’Italia che ha visto peggiorare tutti gli indicatori economici e con il debito pubblico letteralmente esploso.

 

La base giuridica

In particolare negli ultimi venti anni i governanti italiani avrebbero in modo sistematico ceduto parti della nostra sovranità in aperta violazione delle leggi. Non solo quelle della Costituzione, come l’articolo 1 e la sovranità del popolo ma soprattutto l’articolo 11 in relazione alla parte in cui “consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” ma soprattutto diversi articoli del codice penale contenuti nella parte intitolata “Delitti contro la personalità dello Stato”. Ad esempio il 241 che punisce la violazione dei precetti costituzionali suindicati disponendo: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”. Non meno importante l’articolo 243 che punisce gli atti di intelligenza, ovvero gli accordi di ogni genere quindi anche i Trattati, con i quali sia posto in essere un comportamento contro lo Stato.

 

L’accusa

Varie norme sarebbero quindi state violate dalle pressioni della Bce che avrebbe imposto ben tre governi avallati dai propri membri più che dal voto popolare e sarebbero ancora in corso pressioni presso il nostro Paese, solo lo scorso agosto da Francoforte sono giunti suggerimenti a cedere altre fette di sovranità. Più nello specifico, questa l’accusa avanzata dall’avvocato ligure, l’Italia “ha visto devastata la propria personalità giuridica con sottrazioni illegittime della propria sovranità compiute in favore dei mercati”. Se quindi un tempo per privare una nazione della sua indipendenza si utilizzavano le armi ed una vera e proprie occupazione bellica oggi si preferisce agire utilizzando lo strumento dello spread.

 

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

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