(ASI) "Il 25 aprile non canteremo Bella Ciao, e certamente non staremo a casa. Il ridicolo appello dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di celebrare il 25 aprile intonando una canzone divisiva e che richiama a una delle pagine più buie della storia italiana, quella tra l'8 settembre e la fine della guerra, suona assurdo, offensivo e completamente fuori da una realtà che vede 60 milioni di italiani reclusi in casa da oltre 2 mesi, in balia di una classe dirigente che ha fallito su tutta la linea.