(ASI) Roma - "Siamo abituati, purtroppo, ai paradossi. Apprendiamo con soddisfazione che la UE in tempi brevissimi ha accolto la richiesta della Regione Friuli Venezia Giulia di poter erogare, attraverso fondi del proprio bilancio regionale, contributi per diversi milioni di euro a favore delle imprese agricole, della silvicoltura e della pesca. Non si tratta, come afferma qualcuno, di una generosa elargizione o di un’elemosina, dato che l’Unione Europea non deve metterci neppure un euro.
E’ una risposta a una specifica e autonoma richiesta di utilizzo di risorse proprie della Regione in virtù della Specialità che la caratterizza. Penso che questo sia un atto dovuto, ma c’è ancora molta strada da percorrere. Ad esempio, ci auguriamo che presto a Bruxelles riconoscano con fondi specifici extra Pac gli sforzi del comparto agricolo atti a garantire l’approvvigionamento di oggi e di domani delle risorse alimentari: non siamo partiti bene, dato che il Commissario europeo ha affermato di non aver previsto fondi straordinari a bilancio. La nostra europarlamentare Elena Lizzi segue con molta attenzione quello che accade nei palazzi europei consapevole che la Commissaria dovrà correre ai ripari con modifiche importanti al piano finanziario; le scuse non bastano: a queste deve corrispondere un cambio di passo e di comportamento. La decisione dell’Europa riguardo alla richiesta della Regione Friuli Venezia Giulia è importante, ma non sufficiente; per poter incrementare i fondi anticrisi covid19 era necessario che la maggioranza di Governo inserisse nei provvedimenti Cura Italia l’emendamento che ho presentato insieme ai colleghi parlamentari della Lega del FVG al Senato e alla Camera. L’emendamento prevedeva una deroga, legata alla situazione emergenziale, in base alla quale si rendeva possibile l’utilizzo di liquidità della Regione all’interno di prerogative che le derivano dall’Autonomia e Specialità garantite dalla Costituzione, senza chiedere soldi ad alcuno ma utilizzando al meglio le proprie risorse. Questo significa essere consapevoli degli strumenti che caratterizzano la Specialità, ma soprattutto delle drammatiche necessità dell’economia reale. Senza l’approvazione dello Stato è come se avessimo un’automobile senza il volante. Apparentemente la proposta ha trovato condivisione da parte di tutti i gruppi parlamentari, approvata dalla Conferenza Stato-Regioni e ancora di più, votato in Consiglio regionale anche dal PD. Ritenevo, purtroppo ingenuamente ed a torto, che un provvedimento di buonsenso ed importante per il Friuli Venezia Giulia non avrebbe trovato ostacoli e che per una volta i rappresentanti locali avrebbero messo da parte le proprie diversità a beneficio di molti. Non è andata così, l’emendamento è stato stracciato sia al Senato che ieri alla Camera. Noi parlamentari della Lega del FVG non ci fermiamo: ripresenteremo l’emendamento nel prossimo Decreto per rispetto al lungo lavoro fatto dal Presidente Fedriga, dall’Assessore Zannier e dalla Giunta. Non ci fermeremo per rispetto a tutti coloro che stanno perdendo lavoro, prospettive, fiducia in un futuro, a tutti coloro che vogliono bene alla nostra terra e alla sua gente. Dobbiamo portare a casa un risultato importante, per questo chiederemo ai nostri colleghi parlamentari di maggioranza ed opposizione di impegnarsi fino in fondo per un esito positivo. E’ il miglior modo per dare un senso al nostro lavoro".
Lo dichiara la deputata della Lega Aurelia Bubisutti, prima firmataria dell'emendamento bocciato.
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