(ASI)«Credevamo di sapere gli orrori della guerra per esserceli raffigurati col cervello e col cuore, e in realtà non sapevamo che la nostra esaltazione. Ripensando oggi provo un senso d'ammirazione e insieme di pietà. Era la nostra una cooperazione ideale ad una verità collettiva. Per essa ognuna di noi sarebbe andata coscientemente al patibolo, così come coscientemente istigammo e aiutammo tutti i nostri amici (la parte migliore di noi stesse) ad andare a morire. Giorni d'illusioni folli, fede in un'umanità migliore, che ci faceva esultare e chiedere la morte di milioni di uomini».