frosinonevsatalanta copy(ASI) La prima giornata di ritorno di questo 2019 inizia malissimo per il Frosinone. Come peggio non poteva. Stesso copione del girone di andata che hanno messo in luce una squadra senza idee, la più scarsa del campionato, mal costruita. Con colpe in primis della società, è giusto che se le assuma tutte questa volta, per scelte di mercato della scorsa estate non azzeccate.

La partita contro l’Atalanta di Gasperini oggi al “Benito Stirpe” ne è la riprova dell’attuale situazione. Leggere le parole del direttore generale Ernesto Salvini qualche giorno fa: “Ho la sensazione che ci salveremo…”, è davvero un insulto alla piazza intera di Frosinone che non si merita tutto questo.

La cronaca: al 2’ Ghiglione mette un buon cross in area, Chibsah ben appostato ma Berisha para. Al 6’ prima occasione ospite, svarione della retroguardia canarina che per poco non permettevano a Zapata di andare in gol, tiro debole dell’attaccante colombiano fuori di poco. Gli uomini di Gasperini cominciano ad alzare le lancette del gioco e si vedrà per tutti i 90 minuti. E purtroppo al 10’ i bergamaschi passano in vantaggio: ottimo cross di Castagne in area per Mancini che con un preciso colpo di testa mette in rete per lo 0-1, con la difesa frusinate mal posizionata al momento del cross. Al 15’ sgroppata di Molinaro, torna titolare dopo mesi in naftalina in panchina, cross in area per Campbell che viene anticipato al momento del colpo di testa. L’Atalanta dopo il vantaggio macina gioco, pressing in modo incredibile. Gli uomini di Baroni incapaci per tutta la partita di fare un minimo di pressing sugli ospiti. Evidente in campo il divario e il tasso tecnico. Manca la famosa “tigna” mai vista sino ad ora.

Gli ospiti fanno un possesso palla asfissiante, costruiscono trame di gioco a ripetizione, per certi spezzoni della gara mettendo in ridicolo i padroni di casa. Al 35’ occasione Atalanta, punizione di Ilicic che mette in area per Pasalic, colpo di testa deviato dalla difesa in angolo. Al 44’ arriva il raddoppio ospite: Zapata, uomo partita e ovunque in campo, mette lo 0-2 in rete su cross di Pasalic.

L’inizio di secondo tempo è da incubo, come i restanti 45’ di gioco. Dopo soli 2’ minuti sempre Zapata, davvero in forma super, timbra la sua doppietta con un tiro a giro che si insacca nell’angolino. Al 57’ gran tiro da fuori del Papu Gomez ribattuto in angolo da Sportiello. Al 58’ l’unica occasione della partita del Frosinone che arriva con una bella azione personale di Pinamonti, che dopo aver fatto fuori la difesa orobica, davanti al portiere sul più bello la palla va alta di nulla sulla traversa. Applausi dello “Stirpe” per questo giovane di belle speranze. Al 63’ Gomez e compagni chiudono la partita con il solito Zapata che fa un gol di pregevole fattura che con un piattone mette in rete lo 0-4, su passaggio di Hateboer. Mortificante lo spettacolo per l’intero stadio assistere ai loro occhi a tutto questo. Non una reazione, gli ospiti fanno il bello e il cattivo tempo sul terreno di gioco, imbarazzante la mancanza di personalità dei giocatori ciociari senza né arte né parte. Nessuno si salva oggi. Squadra scarsa sotto tutti i punti di vista. Al 63’ Zapata ha deciso di deridere in modo definitivo il Frosinone segnando di testa lo 0-5, segnando solo lui quattro gol di giornata.

Il calciomercato sino adesso ha portato solo Valzania sulla casella degli acquisti. A questa rosa servono ben più dei 3-4 prospettati dal presidente Maurizio Stirpe, perché è sotto gli occhi di tutti quello che è stato fatto nella sessione estiva. Giocatori presi tanto per prendere e una stagione sino qui fallimentare. Via coloro che sono venuti a Frosinone in vacanza. Molti di loro sopravvalutati, molti alle prese con infortuni, molti rimasti meteore. Alla società, all’allenatore, alla squadra il coraggio di smentire le critiche giuste fatte fino a questo punto. Con la salvezza in questo preciso istante distante anni luce. E dirlo con coraggio, amando questi colori, questa squadra la più scarsa dell’intera Serie A.

Tabellino.

Frosinone (3-5-2): Sportiello, Brighenti, Goldaniga, Ghiglione, Chibsah, Maiello, Valzania (59’ Cassata), Molinaro (55’ Beghetto), Campbell (84’ Matarese), Pinamonti. Allenatore: Marco Baroni. A disposizione: Marcianò, Iacobucci, Gori, Sammarco, Besea, Verde

Atalanta (3-5-2): Berisha, Toloi, Djimsiti (83’ Reca), Mancini, Hateboer, Pasalic (60’ Pessina), De Roon (70’ Kulusevski), Castagne, Ilicic, Zapata, Gomez. Allenatore: Gian Piero Gasperini. A disposizione: Rossi, Gollini, Masiello, Palomino, Gosens, Tumminello, Barrow

Arbitro: Chiffi di Padova. Assistenti: Tonolini di Milano e Liberatore di Teramo. Quarto uomo: Di Paolo di Avezzano. Var/Avar: Mariani di Aprilia e Carbone di Napoli.

Marcatori: 10’ Mancini (A), 44’, 47’, 63’, 83’ Zapata (A)

Ammoniti: 87’ Ghiglione (F), 90’ Matarese (F)

 

Davide Caluppi Agenzia Stampa Italia

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