ASI Giornale RadiogGiornale Radio ASI del 16 settembre 2019

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A cura di Marco Paganelli

Un saluto dalla redazione del Gr Asi, in studio Marco Paganelli.
Apriamo con gli esteri.
Allarme in tutta la comunità internazionale per le conseguenze dell’attacco di sabato a 2 raffinerie di petrolio, le più grandi al mondo, in Arabia Saudita con droni, o missili cruise, partiti dal territorio iracheno, o da quello iraniano. L’azione è stata rivendicata dai ribelli Houti che, sostenuti dai Pasdaran, combattono i sauditi nello Yemen. Bloccata così la produzione di 5 milioni e 700 mila barili di greggio al giorno. Washington e Riad hanno autorizzato l’uso sul mercato, per fronteggiare l’emergenza, delle loro riserve strategiche. Il ministro degli Esteri americano, Mike Pompeo, ha attribuito all’Iran la paternità dell’azione. Il presidente Donald Trump ha detto che è pronto ad attuare una possibile rappresaglia contro Teheran e che è in attesa di indicazioni, in merito, dall’alleato saudita. Le accuse della Casa Bianca sono” senza senso e volte a giustificare azioni future”, ha replicato la Repubblica Islamica. Annullato l’incontro, previsto tra pochi giorni a margine dell’Assemblea Generale annuale dell’Onu a New York, tra il tycoon e il leader di Teheran Hassan Rohani. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres e l’Unione Europea hanno invitato le parti alla massima moderazione per evitare che la situazione vada fuori controllo e oltre i confini regionali.

Apertura in negativo di tutte le borse europee a causa delle gravi tensioni geopolitiche globali. Francoforte segnava una perdita del mezzo punto percentuale, Parigi dello 0,4% e l’indice, Ftse Mib di Milano, dello 0,25% a 22.125 punti. Prezzi del petrolio alle stelle: i futures americani sono aumentati infatti ieri sera del 15%, quelli della benzina dell’11% e il brent del 18%, toccando livelli che non si vedevano dall’anno 1991.

“La situazione strategica continua a peggiorare e sale il rischio di un possibile conflitto nucleare”. E’ l’allarme lanciato dal viceministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov, parlando qualche giorno fa alla High School of Economics di Mosca. “Le azioni dei nostri colleghi occidentali – ha aggiunto il numero due della diplomazia di Vladimir Putin - stanno diventando sempre più impulsive e aggressive”.

Veniamo rapidamente alla politica italiana.
Giuramento, questa mattina al Colle davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei nuovi viceministri e sottosegretari del governo Giuseppe Conte bis. Riunione dei militanti della Lega, intanto, ieri a Pontida. “Questa è l’Italia che vincerà. Sfidiamo quella dei poltronari”, così il segretario del Carroccio Matteo Salvini, che ha annunciato la raccolta di 5 milioni di firme in caso di modifiche ai decreti sicurezza e la realizzazione di un referendum sulla legge elettorale. Aggressione nei confronti di un giornalista di Repubblica e insulti a Gad Lerner. Solidarietà della Federazione Nazionale della Stampa. Dure critiche anche al numero uno del Quirinale. Il capo politico pentastellato, Luigi Di Maio, ha lanciato nel frattempo l’ipotesi di creare una giunta civica in Umbria da candidare alle prossime regionali. “Il confronto può andare avanti”, ha fatto sapere il leader Pd Nicola Zingaretti. Acque agitate nel partito però per la possibile scissione di Matteo Renzi. “Alla Leopolda sarò chiarissimo”, ha preannunciato l’ex premier.

Per il momento è tutto, grazie per l’ascolto, ci risentiamo nel prossimo appuntamento del Gr Asi.

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