(ASI) Roma - "Sul 'Fondo Periferie' è evidente il grave errore commesso dal Pd, stoppato dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità del comma 140, dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016, in quanto 'non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale'.

Solo infatti il 15 per cento dei progetti del bando periferie risulta immediatamente esecutivo. Per porre rimedio a questo errore grossolano del Pd, il governo ha deciso di posticipare 96 progetti dei comuni capoluogo e delle città metropolitane sul 'bando periferie'. Emendamento, tra le altre cose votato all'unanimità da tutti i gruppi parlamentari al Senato. In questo modo il governo ha liberato 2 mld di euro per tutti i comuni che vantano avanzo di bilancio e che potranno così investire in servizi per i cittadini. In pratica i finanziamenti che il prossimo anno quasi sicuramente non sarebbero mai arrivati sono stati sbloccati grazie alla possibilità per tutti i comuni virtuosi di tornare a investire sul territorio. Allo stesso tempo le opere di alto valore già in progetto potranno comunque essere recuperate attraverso il riutilizzo di questi fondi che saranno stanziati, sentite le regioni e la Conferenza. Segno, questo, che a prescindere dal colore politico e dalla provenienza dei progetti a noi interessa la crescita del territorio".
Lo dichiarano i parlamentari Veneti della Lega.

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