(ASI)  Nunzia D’Alessio, soprano e Dottoressa in Filosofia, attualmente Docente di Canto presso il Liceo Musicale Statale  “P. E. Imbriani” di Avellino.      

Ho avuto il privilegio d’averla nella mia “Compagnia” negli anni della sua “giovinezza”, il suo timbro e il suo talento hanno irradiato centinaia di anfiteatri e teatri italiani. Nelle sue interpretazioni “Identitarie” ha commosso per la capacità di intersecare la formazione lirica con la Canzone Napoletana.   Come nasce la Tua passione per il Canto e per la Musica ?

Il Canto e la passione per la musica in generale posso dire che da un lato proviene dal DNA di mio nonno, il Maestro e Maresciallo Maggiore Francesco D'Alessio, strumentista a fiato, docente di solfeggio ed arrangiatore, grande amante della lirica e la voce duttile e argentina dalla mia nonna Antonietta, che aveva una voce molto acuta pur non avendo mai studiato...ma credo che aldila' della genetica, il mio desiderio passionale nei confronti della musica e dell'arte in generale... sia sempre stato insito in me, fin da quando ho proferito le prime parole, con grande stupore dei miei genitori, emettevo suoni con una facilità innata soprattutto nella gamma acuta e con sovracuti svettanti, ignara della complessità e della ricerca tecnica, che poi ho approfondito cominciando a studiare il violino, strumento che mi è stato utilissimo per avere nel futuro sviluppo della mia voce un'intonazione sempre perfetta ed in seguito, dopo la maturità classica ho cominciato seriamente lo studio del canto in conservatorio, contemporaneamente vincendo i primi concorsi come soprano di coloratura, parallelamente agli studi universitari in filosofia.
Tutto questo mio percorso è stato finalizzato a costruire non solo la mia voce come strumento, ma soprattutto a forgiare la mia mente e il mio carattere, e forza d'animo, perché' in età adulta si impara sul campo che è soprattutto grazie alla crescita di queste caratteristiche che si fa la differenza artistica ovunque e comunque; e questo concetto lo tramando ogni giorno anche ai miei allievi.       


                                                                                                                                                
Maestro D’Alessio, la tua esperienza non si esaurisce con la Musica ma attraversa il teatro e il grande Cinema. Ce ne parli? Ci racconti, fra le altre partecipazioni più significative, quella nel Film “Caruso, la voce dell’amore” per la Regia di Stefano Reali, con Gianluca Terranova, Vanessa Incontrada, Serena Rossi, Martina Stella, prodotto da Claudia Mori ?

Come anticipato, io considero le arti tutte interconnesse tra loro, e per un cantante lirico che si rispetti, la recitazione è fondamentale, in quanto l'ho sempre considerata un elemento importante per entrare nella dimensione di ogni personaggio operistico e oltre a questo, sono sempre stata affascinata dalle telecamere, dove mi trovo a mio agio esattamente quanto davanti al pubblico, ed in ogni caso, credo fortemente nel modus operandi dell'inserire proprie sensazioni, vissuto emozionale ad ogni storia per rendere unica ogni  interpretazione.

La partecipazione alla Fiction Rai "”Caruso, la Voce dell'Amore” è sopraggiunta dopo una selezione di miei book fotografici ed in seguito ad un provino sostenuto fra centinaia di candidate dove sia per "physique du rôle" e sia qualità vocali mi hanno selezionato per la parte di un giovane soprano che duettava con Enrico Caruso, e che sarebbe andata in competizione cosi con la moglie (interpretata da Vanessa Incontrada).

L'esperienza sul set mi ha arricchito tantissimo da ogni punto di vista, e a cominciare dal regista Stefano Reali, che oltre a questo suo ruolo è un fine musicista e lo ringrazio per avermi scelta come voce per parte della colonna sonora, ideando un vocalizzo per me sulle note di "”Era de Maggio"”, continuando con il protagonista Gianluca Terranova, dal quale ho assorbito la sua dualità intensa di cantante-attore, e le coprotagoniste Vanessa Incontrada e Martina Stella che sono state emblema di grande professionalità e femminilità’...sono stata proiettata in una dimensione unica, e grazie ad ognuno di loro ho potuto fare mia questa dimensione cinematografica conservando il mio essere cantante lirica, come il protagonista.
Un grazie sentito anche alle bravissime Daniela Terreri, personaggio di spicco nella storia e anche lei attrice e musicista di rara sensibilità, e Serena Rossi splendida nel suo ruolo di prima fidanzata del grande tenore, dalla quale ho attinto grande forza d'animo ed eclettismo...
Ognuno di loro ha contribuito con il proprio esempio artistico alle caratteristiche che ho fatto mie.

 

Fra le Tue produzioni c’è anche un libro, ce ne parli ?

Forte anche dei miei studi umanistici, una mia prima pubblicazione "”NIETZSCHE INTERPRETE DI BIZET” parla di Nietzsche che "”nasce come musicista” e non come filosofo in primis, e che dal suo essere musicista diventa successivamente filosofo attraverso la sua particolare amicizia con R. Wagner e anche tramite l'ascolto e l'analisi musicale dello spartito della "”Carmen"” di G. Bizet.
Sto scrivendo un mio secondo lavoro, dedicato alla storia musicale di mio nonno, Maresciallo Maggiore Francesco D'Alessio, attraverso la seconda guerra mondiale, in che modo riuscì a tornare vivo dalla campagna di Russia del 1941, con quali espressioni il suo carattere di musicista e amore per la musica gli salvarono la vita, e la tradizione musicale che mi ha lasciato...oltre a quella genetica.

 

Il periodo difficile di pandemia che tutti viviamo ha rallentato un po’ i tempi, ma conto di veder realizzato anche questo obiettivo quanto prima. In fondo, "arrendersi mai”. I Tuoi progetti post – pandemia ?

Ho molti progetti musicali e non oltre alla mia docenza nel canto, ma in generale, posso semplicemente dire che auguro a me stessa e a tutti i musicisti di riprendere quanto prima la nostra attività in pubblico, la musica ed il canto non possono stare a lungo relegati dietro uno schermo, perché sono vita, visceralità, bisogno di espressione fisica che si eleva a quella dell’anima.

 

Maestro, infine, nel Tuo meraviglioso excursus professionale si legge anche il Tuo impegno per il sociale, per i giovani, la Tua azione professionale nel “Non profit”, la Tua direzione artistica in varie iniziative. Come vedi oggi il cambiamento nel mondo dello spettacolo anche in tal senso. La telematica, le nuove tecnologie aiutano oppure destabilizzano ancora di più un mondo che rischia di affidare l’anima ad internet ? La Cultura musicale conserverà una sua sacralità ? 
             
Considero l’Arte in generale e la Musica in particolare, la più alta espressione dell’ essere umano e penso che nel modo in cui la celebriamo possiamo avvicinarci e toccare con mano l’inesprimibile, le vette del divino; e il ponte più bello di tutto questo sono i nostri allievi, le estensioni di ciò che siamo e quindi sta a noi indicare loro la strada.

Per questo intento, in collaborazione con il Concorso internazionale musicale CIMN, presieduto dal M. Pietro Sellitto, ho creato un premio con borsa di studio dedicato alla memoria di mio nonno. Il miglior auspicio  per tutti noi è continuare a creare infinita bellezza attraverso la musica e l’arte seguiti dall’ardore delle nostre giovani leve per continuare il nostro viaggio senza fine. 

 

Espedito De Marino per Agenzia Stampa Italia

 

 

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