(ASI) “In Europa c’è una frattura incolmabile tra due mondi: da un lato ci sono i giovani che si iscrivono alle facoltà umanistiche, alle accademie d’arte e ai conservatori per coltivare un talento, dall’altra abbiamo una politica ultra-liberista che privatizza de facto il patrimonio culturale, soprattutto quello materiale, cedendolo a fondazioni per cinquanta o novant’anni.