(ASI) «Il territorio tarantino mostri unità nel dire no al ripristino dello scudo penale, di fatto un diritto di uccidere. Si reintroduce un’area di impunità penale limitando l’attività e l’autonomia della magistratura, che non potrà effettuare sequestri, erogare sanzioni interdittive e intervenire a difesa della salute dei cittadini, dei lavoratori e a salvaguardia dell’ambiente.