(ASI) Perugia -  "Il Partito Comunista dell'Umbria esprime la sua netta contrarietà al Bando pubblicato nel BUR per l'attuazione di progetti di integrazione per i richiedenti asilo, attraverso l'impiego degli stessi in 'lavori volontari'.

Ciò che, apparentemente, sembra positivo per i richiedenti asilo e utile al loro regolare inserimento nella società, nasconde in realtà tutte le peggiori contraddizioni che i comunisti da sempre denunciano. La prima e più evidente tra queste è la contraddizione in termini del "lavoro volontario": tramite questi progetti i richiedenti asilo vengono utilizzati per svolgere mansioni che le casse dei comuni non sono più in grado di finanziare. Ma il lavoro, per essere un reale mezzo di integrazione nel tessuto sociale ed economico delle nostre città, deve essere dignitoso e quindi adeguatamente retribuito.

Salvaguardia dell'ambiente, cura del verde e dell'arredo urbano, custodia del patrimonio storico, artistico e culturale ed altre attività previste nell'avviso pubblico sono e devono essere possibilità di lavoro vero e proprio ma, soprattutto, retribuito e non possono essere declassate ad attività per volontari, siano essi italiani o immigrati.

È fondamentale per noi comunisti salvaguardare il lavoro vero e il salario ad esso collegato perché è questo che tutela la dignità dei lavoratori e non i sussidi di tipo assistenzialista come il reddito di cittadinanza. Al contrario, sfruttando il "lavoro volontario" con l'ipocrita fine di perseguire il 'bene pubblico', non si fa altro che sostituire il lavoro regolarmente retribuito con vero e proprio lavoro nero legalizzato.

Attraverso questa misura, la sedicente sinistra conferma ancora una volta la sua vera natura, nascondendo con il gioco delle tre carte della solidarietà la propria incapacità di dare risposte concrete e la propria complicità con chi è interessato a scatenare il conflitto tra lavoratori italiani e lavoratori immigrati. Se ci fosse stata una reale volontà di integrazione degli immigrati, i governi di centrosinistra avrebbero dovuto attuare misure che permettano l'inserimento di coloro che richiedono asilo politico nel mondo del lavoro, invece di spingerli a lavorare in nero, fomentando il sempre più crescente razzismo e alimentando la guerra tra poveri, con grande soddisfazione di una classe padronale avida e spregiudicata.

I 95 mila euro destinati all'attuazione dei progetti di integrazione andranno a rimpinguare le casse dei comuni, ma non le tasche dei lavoratori impiegati in tali progetti. La cosiddetta "sinistra", che attacca il governo giallo-verde per il reddito di cittadinanza, attua in Umbria misure identiche sotto le mentite spoglie di solidarietà e integrazione, ma che spargono in realtà quei semi di razzismo che hanno fatto la fortuna della Lega".  Lo dichiara in una nota Partito Comunista - Umbria.

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